

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sul tentato omicidio di Gaetano Cusano. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro del telefono cellulare di Nicoló Palermo, 19enne di Benevento coinvolto nel procedimento giudiziario legato alla violenta aggressione avvenuta lo scorso ottobre.
La decisione arriva a distanza di poche settimane da un primo intervento della Suprema Corte, che aveva già accolto le tesi difensive annullando il provvedimento del Riesame relativo alla custodia cautelare in carcere e disponendo un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione del tribunale napoletano.
Al centro dell’inchiesta resta la ricostruzione della notte tra il 4 e il 5 ottobre, quando da Benevento sarebbero partite quattro auto con a bordo un gruppo di giovani diretti verso un locale di Montesarchio. Secondo l’accusa, l’obiettivo era quello di affrontare un gruppo rivale. Una volta sul posto, la situazione sarebbe degenerata in una violenta aggressione.
Gaetano Cusano, 17 anni, fu colpito con calci e pugni e raggiunto alla testa con una mazza da baseball, fino a finire in coma. Gli inquirenti attribuiscono a Nicoló Palermo un ruolo centrale nell’episodio, sostenendo che avrebbe immobilizzato la vittima stringendole le mani al collo, consentendo agli altri di portare avanti l’aggressione.
L’impianto accusatorio si fonda su immagini di videosorveglianza, analisi dei telefoni e dichiarazioni testimoniali. Proprio in questo contesto si inseriva il sequestro del cellulare del 19enne, disposto dalla Procura di Benevento per approfondire contatti e movimenti nelle ore precedenti ai fatti. Ora, però, la Cassazione ha ritenuto illegittimo quel provvedimento, accogliendo il ricorso della difesa. Un passaggio che, pur non entrando nel merito della responsabilità penale, incide sulla solidità degli elementi raccolti finora.