

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
San Giorgio – Un colpo studiato nei minimi dettagli ed eseguito con modalità quasi paramilitari, che ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione e profonda rabbia. La comunità di San Giorgio a Cremano si risveglia ferita dopo l’assalto subito dall’ITI “Enrico Medi”, storica istituzione scolastica del territorio vesuviano.
Nella notte tra sabato e domenica, una banda di malviventi è penetrata nell’edificio, mettendo a segno un raid che per violenza e proporzioni supera di gran lunga i confini del semplice furto.
Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi del personale scolastico è stato drammatico. Porte sradicate dai cardini, vetri infranti, laboratori completamente distrutti e distributori automatici sventrati in cerca di pochi spiccioli.
I criminali hanno puntato direttamente al cuore tecnologico dell’istituto, portando via circa 250 dispositivi tra computer di ultima generazione, tablet e sofisticate attrezzature audiovisive. Questa razzia sistematica ha causato un danno complessivo stimato intorno ai 400mila euro, mettendo di fatto in ginocchio la programmazione didattica.
Sulla vicenda sono intervenuti duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, e il rappresentante territoriale Salvatore Petrilli. I due esponenti politici hanno sottolineato come non si tratti di un banale atto vandalico occasionale, ma di un’operazione criminale pianificata con mezzi e metodi ben precisi. Colpire una scuola di eccellenza come il Medi, hanno spiegato, significa privare gli studenti di strumenti fondamentali per la loro formazione e lanciare il messaggio devastante di un territorio in balia della delinquenza.
Di fronte a un commando capace di agire indisturbato per sottrarre centinaia di dispositivi, la politica locale chiede risposte rapide alle forze dell’ordine. L’appello di Borrelli e Petrilli è rivolto alla necessità di fare piena luce sull’accaduto e di individuare tempestivamente i responsabili del raid notturno. Parallelamente, viene invocata un’urgente riflessione sul controllo del territorio e sull’adozione di misure di sicurezza rafforzate per gli istituti scolastici, affinché i luoghi della crescita civile non vengano più colpiti impunemente.