Napoli – Una cerimonia toccante ha segnato oggi un nuovo capitolo nella toponomastica cittadina: lo scalone che collega via Luca Giordano a via Aniello Falcone, nel quartiere Vomero (all’altezza dei civici 147-149), è stato ufficialmente intitolato ad Artemisia Gentileschi.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, rientra in un più ampio progetto di valorizzazione della memoria urbana, con particolare attenzione al riconoscimento del ruolo delle donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura e nella storia, spesso relegate ai margini della narrazione pubblica.
Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, dopo il 1654), una delle figure più potenti e innovative del Barocco, visse proprio a Napoli una delle fasi più intense e prolifiche della sua carriera artistica.
Qui trovò terreno fertile per il suo genio, realizzando opere di straordinaria forza espressiva e ottenendo commissioni prestigiose in un’epoca dominata dagli uomini.
Un simbolo di resilienza e riscatto
Durante la cerimonia, alla presenza di rappresentanti istituzionali, è stata scoperta la targa che consacra ufficialmente il nuovo nome delle scale. A margine dell’evento, la consigliera comunale Mariagrazia Vitelli ha sottolineato il valore profondo del gesto:«Artemisia Gentileschi seppe ribellarsi al ruolo che nel Seicento gli uomini imponevano alle donne.
Trasformò la violenza subita – da un amico del padre – non in rovina, ma nel motore di una straordinaria riscossa personale e artistica. Insegnò alle sue figlie e alle donne della sua epoca il coraggio di non arrendersi. Come pittrice ottenne commissioni complesse e le portò a termine con maestria eccezionale.
Napoli, dove si trasferì, divenne la sua patria definitiva».L’intitolazione arriva in un momento di rinnovato interesse per la figura di Artemisia, anche grazie a recenti esposizioni che ne hanno celebrato il contributo al Seicento napoletano. Le “Scale Artemisia Gentileschi” diventano così non solo un punto di passaggio urbano, ma un vero e proprio monumento laico alla tenacia femminile e al genio artistico che ha saputo sfidare i pregiudizi del proprio tempo.
Fonte REDAZIONE









Commenti (1)
Mi pare una iniziativa sensata, pero noncapisso se basta una targa perciambiare la memoria; la scala ha nome ma la cura del quartierre è poca, mancanno progetti veri per le donne; resta un gesto simbolico, almenoun segno, niente di concreto.