Cosenza, agente della Penitenziaria arrestato per corruzione: favori ai detenuti

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Vincenzo Scarpa

Un agente della Polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Cosenza è stato arrestato con l’accusa di corruzione al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della città calabrese. Il provvedimento riguarda M. F., finito agli arresti domiciliari insieme a cinque familiari di detenuti che, secondo gli investigatori, avrebbero beneficiato dei favori concessi all’interno dell’istituto penitenziario.

L’inchiesta ruota attorno a presunti vantaggi illeciti che l’agente avrebbe garantito ad alcuni reclusi dietro la promessa o la consegna di denaro e altri corrispettivi. In particolare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe consentito comunicazioni vietate con l’esterno e l’introduzione di oggetti non autorizzati all’interno del carcere.

Tra le accuse contestate c’è anche la possibilità concessa ai detenuti di effettuare videochiamate in numero superiore rispetto a quanto previsto dai regolamenti. L’agente, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe inoltre introdotto sostanze stupefacenti all’interno della struttura e avrebbe chiuso gli occhi sulla presenza di telefoni cellulari e schede sim tra i detenuti.

Oltre all’agente, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per cinque persone ritenute coinvolte nel sistema di favori: Emanuela Pezzi, Daniela Mira Rostas, Idolo Iuele, Rosario Paolo Furno e Chiara Debora Maria Falcone. Nei confronti di un altro indagato è stata invece applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza accompagnata dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, in particolare dal nucleo regionale della Calabria con sede a Catanzaro, con il supporto del reparto di Polizia penitenziaria e con la collaborazione del nucleo investigativo regionale della Campania con sede a Napoli. Durante le attività investigative sono stati effettuati diversi sequestri di droga e telefoni cellulari all’interno del carcere, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro accusatorio al centro dell’inchiesta.

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Vincenzo Scarpa

Vincenzo Scarpa, Giornalista Pubblicista per Cronache della Campania e Studente di Scienze Politiche all'Università di Napoli Federico II. Appassionato di qualsiasi tipo di sport, ama scrivere e parlare principalmente di calcio

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