Si presenterà davanti al gip per fornire la propria versione dei fatti e contribuire alla ricostruzione dell’accaduto il cardiochirurgo Guido Oppido, finito al centro dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a due anni il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli.
Ad annunciarlo sono i legali del medico, gli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, secondo cui Oppido “renderà interrogatorio preventivo al fine di offrire ogni utile contributo alla corretta ricostruzione degli accadimenti” e dimostrare “l’insussistenza dell’ipotesi di falso” contestata dalla Procura, oltre alla correttezza del proprio operato.
L’interrogatorio di garanzia dovrebbe svolgersi entro la fine del mese.
Le accuse: omicidio colposo e falso in cartella
Il professionista è indagato insieme ad altre sei persone per omicidio colposo in relazione al trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre scorso sul piccolo Caliendo. A suo carico, inoltre, viene contestato anche il reato di falso in cartella clinica, in concorso con un’altra indagata, Emma Bergonzoni.
Al centro di quest’ultima accusa vi sarebbero discrepanze negli orari riportati nella documentazione sanitaria, elemento che ha spinto la Procura di Napoli a chiedere al gip l’applicazione di misure interdittive.
“Ricostruzione basata su ricordi, da verificare”
Secondo la difesa, tuttavia, l’impianto accusatorio poggerebbe su elementi non oggettivi. I legali sottolineano come la ricostruzione degli inquirenti si basi “non su circostanze e risultanze oggettive, bensì sui ricordi di alcuni componenti del personale sanitario presente in sala operatoria”.
Dati e tempistiche che, evidenziano gli avvocati, dovranno essere “attentamente verificati anche alla luce di evidenze oggettive e scientifiche”, considerando che le dichiarazioni sono state rese a distanza di mesi e che le divergenze temporali sarebbero “di modestissima entità, pari a pochi minuti”.
La difesa ricorda inoltre di aver sollecitato fin da subito accertamenti tecnici e approfondimenti investigativi per chiarire ogni aspetto della vicenda, nella convinzione che una ricostruzione completa “confermerà la correttezza dell’operato del dottor Oppido”.
Il sostegno dei genitori: “Sempre grati al professore”
Intanto, a schierarsi a favore del cardiochirurgo sono anche i genitori di 186 bambini cardiopatici curati dal medico, che tornano a difenderne l’operato dopo le dichiarazioni del legale della famiglia Caliendo.
In una nota definiscono Oppido “un cardiochirurgo eccelso” e ribadiscono il principio della presunzione di innocenza: “È un professionista innocente fino a sentenza definitiva, come sancito dall’articolo 27 della Costituzione”.
Lo scontro a distanza con il legale della famiglia
I genitori rivendicano inoltre il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, richiamando l’articolo 21 della Costituzione, e respingono le richieste di confronto pubblico avanzate dal legale della famiglia del piccolo.
“È del tutto velleitario chiedere un contraddittorio mediatico o sui social – affermano – finalizzato solo a ottenere consenso nell’opinione pubblica”.
Da qui l’invito a concentrare il confronto “nelle sedi opportune”, ovvero quelle giudiziarie, dove ciascuna parte potrà far valere le proprie ragioni.
In attesa degli sviluppi
La vicenda resta ora nelle mani della magistratura. L’interrogatorio davanti al gip rappresenterà un passaggio chiave per chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto durante l’intervento chirurgico che precedette la morte del piccolo paziente.







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