Entro il 2028 in Campania andranno in pensione 1.147 medici di medicina generale, il numero più alto d’Italia e oltre duecento unità in più rispetto a Lombardia (929) e Lazio (925).
Alla carenza futura si aggiunge un deficit attuale di 643 unità, con ogni medico che assiste in media 1.425 cittadini – un dato peggiore della media nazionale (1.383) – mentre la regione mostra segnali di ripresa nelle iscrizioni ai corsi di formazione specifica, pur rimanendo indietro rispetto a Calabria e Lazio.
Il pensionamento di massa: un’onda che arriva nel 2028
La proiezione della Fondazione Gimbe evidenzia come la Campania guidi la classifica nazionale per medici di famiglia in uscita entro il 2028, con 1.147 professionisti che raggiungeranno i 70 anni di età.
Questo dato supera di oltre 200 unità quello di Lombardia e Lazio, le uniche altre regioni sopra quota 900. Il trend si inserisce in un contesto di riduzione strutturale: dal 2019 al 2022 la Campania ha registrato un calo del 12,3% nel numero di medici di medicina generale, inferiore alla media nazionale del 14,1% ma comunque significativo per un sistema già sotto pressione.
Deficit attuale e pressione sul sistema
All’1 gennaio 2025 la regione contava un mancante di 643 medici di famiglia, posizionandosi al sesto posto nazionale per gravità del deficit (peggiore soltanto di Lombardia e Veneto). Il carico medio per medico raggiungeva 1.425 assistiti, valore superiore alla media italiana di 1.383 e testimonianza di un accesso alle cure sempre più difficile, soprattutto per anziani e pazienti cronici.
Questo squilibrio si riflette direttamente nelle difficoltà quotidiane dei cittadini nel trovare un medico di fiducia vicino a casa.
Formazione: tra segnali di ripresa e strutturale inadeguatezza
Nonostante le criticità, la Campania mostra un dato positivo legato al futuro: nel 2025 ha fatto registrare la terza percentuale più alta d’Italia di partecipanti ai bandi per i corsi di formazione specifica in medicina generale rispetto alle borse finanziate (153%), superata soltanto dalla Calabria (273%) e dal Lazio (221%).
Tuttavia, come sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, questo entusiasmo non basta a colmare il divario: «La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi».
Le cause secondo Gimbe: oltre i numeri
Cartabellotta aggiunge un ulteriore livello di analisi: «Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».
La fondazione evidenzia come la combinazione di pianificazione insufficiente e diminuita attrattività della carriera stia creando un circolo vizioso, dove il pensionamento di medici esperti non viene adeguatamente sostituito da nuovi ingressi, minacciando la tenuta dell’assistenza territoriale nel medio periodo.
Fonte REDAZIONE









Commenti (2)
Questi numeri sulla carenza dei medichi di famigglia in Campania son preoccupanti ma non è soltant numeri serve una pianificazion piu chiara e borse di studio piu attrattivie. Si vedono segnali di ripresa ma il ricambio generazionle non bastano e rimane indietro bisogna fare piu azioni concrete e piu risorse, senza però creare false speranze.
Articolo utile ma con molti numeri confusi e frasi poco chiare, laCampania ha 1147 medici che andranno in pensione entro il2028, però non si capisce come verran sostituiti, il sistema sono in difilcoltà e i cittadini han bisogno di medicidifamiglia vicini. La formazionepare non bastà, servirebbero politiche e un pian0 concreto.