In un momento in cui Napoli sta viaggiando verso numeri importanti dal punto di vista delle presenze turistiche, l’aumento della tassa di soggiorno rappresenta un tassello che potrebbe minacciare la ripresa. Gli albergatori, con Federalberghi in prima linea, lanciano l’allerta: chi se lo può permettere di pagare di più per vedere Napoli?
Il dilemma degli albergatori
Le strutture ricettive, già appesantite da anni di crisi, temono che queste nuove imposizioni fiscali possano far fuggire i turisti verso mete più convenienti. È un po’ come chiedere al pubblico di un concerto di pagare il triplo per vedere la band della propria città. Non ha senso, vero?
Servizi sì, ma a quale prezzo?
È chiaro che i servizi turistici hanno bisogno di fondi, ma il trucco è trovare un equilibrio. Non si può pretendere che i turisti continuino a riempire i ristoranti e le boutique se poi si ritrovano a pagare un salasso per dormire. È un balletto complicato quello tra investimenti e competitività.
La sfida del futuro
Napoli non può permettersi di sedersi sugli allori. La bellezza della città è innegabile, ma le tasse sembrano svilupparsi come i cartelloni pubblicitari: sempre di più e sempre più invasive. La domanda è: a quale costo?
La lotta è aperta e i turisti non aspettano. E noi? Qual è la vostra opinione sull’aumento della tassa di soggiorno? Siete d’accordo con il provvedimento?
FONTE REDAZIONE







































Commenti (1)
Mi pare una questione con pro e contro ma non mi convien del tutto. Le tassa di soggiorno sembra utile per i servizi ma poi i turista poi se ne vanno verso meta piu cheap. Non saprei,fors e bisognarebbe trovàr un equilibrio vero ma chi decide non lo spiegano bene