Una trasformazione strutturale che punta a cambiare il volto della sanità territoriale. È stata presentata oggi la “Rivoluzione Sociosanitaria Digitale” della ASL Salerno, un progetto che integra innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e collaborazione istituzionale con i Comuni per rafforzare l’assistenza di prossimità.
All’incontro hanno partecipato circa cinquanta sindaci in fascia tricolore presenti in sala, mentre molti altri si sono collegati online dai rispettivi municipi. Un segnale politico e istituzionale forte, che certifica una visione condivisa sul futuro della sanità in provincia di Salerno.
Il nuovo modello può contare su 127 Comuni aderenti, 140 Ambulatori Virtuali di Comunità e 45 Case di Telemedicina, presìdi collocati all’interno di strutture sociosanitarie, oltre a più di 400 Facilitatori di Comunità formati per accompagnare cittadini e pazienti nell’accesso ai servizi digitali. Una rete capillare che punta a ridurre le distanze, soprattutto nelle aree più fragili o periferiche.
All’iniziativa hanno preso parte il Direttore Generale Gennaro Sosto, il Direttore Sanitario Primo Sergianni, il Direttore Amministrativo Ferdinando Memoli e i professionisti coinvolti nel progetto. Il Direttore della UOC Governance dei Processi di Telemedicina e IA, Antonio Coppola, ha spiegato che «oggi non abbiamo semplicemente presentato nuovi servizi. Abbiamo avviato un cambio di paradigma. Stiamo costruendo una rete intelligente, prossima e integrata, capace di entrare nei percorsi di vita delle persone, soprattutto dei più fragili».
Il modello integra competenze cliniche, piattaforme interoperabili, governance organizzativa e gestione evoluta dei dati con l’obiettivo di garantire equità di accesso e continuità assistenziale. «Non parliamo di tecnologia fine a sé stessa, ma di uno strumento per avvicinare le cure, prevenire le acuzie e migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini. La vera innovazione non è la tecnologia in sé, ma la capacità di usarla per rendere la sanità più giusta, più accessibile e più umana», ha aggiunto Coppola.
Il progetto viene presentato come un processo destinato a evolvere nel tempo, con l’ampliamento delle specialità coinvolte e l’integrazione progressiva di strumenti digitali avanzati a supporto delle decisioni cliniche. «Questo percorso non si fermerà. Crescerà, si rafforzerà e potrà diventare un modello replicabile, capace di trasformare la sanità territoriale in un sistema realmente centrato sulla persona», ha concluso il direttore.
Con questo nuovo assetto, la rete territoriale dell’ASL Salerno compie un salto di qualità, proponendosi come riferimento nell’innovazione sociosanitaria e rafforzando la sinergia tra istituzioni locali e sistema sanitario al servizio delle comunità.
Fonte REDAZIONE
















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