

Air Campania
Napoli – Aria di tempesta in AIR Campania. Il sindacato USB, guidato dal rappresentante Marco Sansone, ha annunciato l’apertura dello stato di agitazione a partire da domani mattina.
Al centro della contesa, la decisione dell’azienda regionale di trasporti di cedere in subaffidamento ai privati alcune linee e turni di servizio del deposito di Calata Capodichino, nonostante sia presente una graduatoria attiva di autisti vincitori di concorso pubblico pronti a prendere servizio.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la privatizzazione di alcuni turni scatterà il 1° aprile 2026 e proseguirà fino alla chiusura delle scuole a giugno. Una scelta che l’USB definisce “inaccettabile e incoerente”. Mentre la Regione Campania ha investito ingenti risorse pubbliche per espletare un concorso per operatori d’esercizio, l’azienda sceglie la strada del subaffalto a terzi invece di procedere allo scorrimento della graduatoria.
“È un danno e una beffa – attacca Marco Sansone – contro ogni norma che prevede l’utilizzo delle graduatorie aperte. Non si può restare impassibili davanti a una palese privatizzazione del servizio pubblico”.
La situazione nei depositi è vicina al punto di rottura. Il sindacato denuncia una cronica carenza di personale dovuta ai pensionamenti e ai trasferimenti di autisti verso altri enti, mai rimpiazzati adeguatamente. Il risultato è un carico di lavoro insostenibile per chi resta:
Straordinari sistematici in tutti i depositi per garantire le corse minime.
Aumento delle aggressioni ai danni del personale viaggiante.
Alti tassi di assenteismo, spesso causati proprio dallo stress psicofisico derivante dai turni massacranti.
L’USB punta il dito anche verso i vertici politici. Se la scelta di non assumere fosse dettata da vincoli economici imposti da Palazzo Santa Lucia, la questione diventerebbe un caso politico nazionale. Il sindacato si è detto pronto ad aprire una battaglia frontale con il neo Governatore Roberto Fico, chiedendo un cambio di rotta immediato sulla gestione dei trasporti campani.
“Se invece si tratta di una scelta strategica aziendale – conclude il sindacato – la nostra risposta sarà fermissima. Difenderemo la natura pubblica del servizio e il diritto dei vincitori di concorso a essere assunti”.