Il divieto di trasferta resta in piedi. Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi cautelari presentati dalle associazioni dei tifosi di Roma, Napoli e Fiorentina contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno imposto lo stop alle trasferte fino al termine della stagione calcistica. Le ordinanze, depositate oggi dalla Prima Sezione Ter del tribunale amministrativo, confermano la linea dura adottata dal Viminale dopo i gravi episodi di violenza avvenuti lungo le arterie autostradali, teatro di scontri tra tifoserie contrapposte dirette agli impianti sportivi.
Secondo i giudici amministrativi, le misure restrittive risultano giustificate dall’esigenza di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza collettiva, messa seriamente a rischio dai comportamenti registrati nei mesi scorsi. Le domande cautelari presentate dalle tifoserie sono state quindi respinte, con un’unica parziale eccezione che riguarda la Roma: il Tar ha infatti accolto il ricorso limitatamente al divieto imposto ai residenti nelle province del Lazio diverse dalla Capitale, ritenendo in quel caso necessario un riesame più circoscritto della misura.
Non è stato invece impugnato il decreto relativo alla tifoseria della Lazio, che resta quindi fuori dal giudizio. La decisione del Tar rafforza la strategia repressiva del Ministero dell’Interno, confermando che gli episodi di violenza legati al tifo organizzato possono giustificare provvedimenti estesi e di lunga durata, anche a costo di penalizzare migliaia di sostenitori estranei ai disordini.
Divieto trasferte, il Comitato Con Te Napoli va al Tar: «Misura incostituzionale»
Non si placa la polemica dopo la decisione del Ministero dell’Interno di blindare le trasferte per i tifosi di Lazio e Napoli fino al termine della stagione. Il Comitato Tifosi Azzurro “Con Te Napoli”, rappresentato dal presidente Luigi Iaquinta e dal legale Angelo Pisani, ha alzato il tiro definendo il provvedimento una «misura indiscriminata e…
Spalletti alla Juve, Napoli divisa ma grata: “Sarai sempre nella nostra storia”
La notizia dell’arrivo di Luciano Spalletti alla Juventus era destinata a scatenare un terremoto. E così è stato. Ma a sorprendere, questa volta, è la maturità del tifo napoletano, diviso ma in gran parte riconoscente verso l’uomo che, solo due anni fa, aveva riportato lo scudetto sotto il Vesuvio dopo trentatré lunghissimi anni.
Sui social si alternano rabbia, nostalgia e rispetto. “È un professionista, ci sta che vada alla Juve. Sarò sempre grato a Spalletti”, scrive Ciro su X, ricordando il tecnico che si era tatuato sul braccio il tricolore conquistato con il Napoli. C’è chi, come Anna, invita a non cadere nel “provincialismo”: “Ragazzi, smettiamola, noi abbiamo un gobbo in panchina”, dice alludendo ad Antonio Conte.
Fonte REDAZIONE





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