Trapianti, in Italia 48 bambini aspettano un cuore: corsa contro il tempo tra rarità degli organi e speranza

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Roma– È un’attesa silenziosa e carica di speranza quella che coinvolge 48 famiglie in tutta Italia. Tanti sono, secondo gli ultimi dati del Centro Nazionale Trapianti (Cnt) aggiornati al 31 dicembre 2024, i bambini e i ragazzi tra 0 e 17 anni in lista per ricevere un cuore nuovo.

Una procedura salvavita che si scontra quotidianamente con la rarità degli organi pediatrici e la necessità di una compatibilità perfetta.

L’emergenza al Monaldi e il “codice rosso”

L’attenzione sul tema è tornata altissima in queste ore a causa della drammatica vicenda che si sta consumando all’ospedale Monaldi di Napoli. Un bambino di appena due anni si trova in condizioni di estrema urgenza in attesa di un secondo trapianto.

Il piccolo aveva già subito un intervento il 23 dicembre scorso, ma la procedura non è andata a buon fine a causa di una cattiva conservazione dell’organo durante il trasferimento da Bolzano al capoluogo campano.

Per lui, come per gli altri casi clinici più gravi, il sistema trapianti nazionale è in allerta: i bambini in condizioni di urgenza “nazionale” diventano automaticamente i destinatari prioritari del primo organo compatibile che si renda disponibile sul territorio italiano.

I criteri: come funziona la lista unica nazionale

In Italia, dal 1996, la gestione di queste delicate operazioni è affidata a un programma pediatrico nazionale che prevede un’unica lista d’attesa per tutti i tipi di trapianto. Ma cosa determina l’assegnazione di un cuore? La compatibilità è il fattore chiave e si basa su diversi parametri rigorosi:

Gruppo sanguigno: deve essere AB0 compatibile.

Dimensioni: l’organo deve essere proporzionato al torace del ricevente (un fattore critico nei bambini molto piccoli).

Urgenza e anzianità: la gravità clinica e il tempo trascorso in lista d’attesa.

I cuori prelevati da donatori under 18 vengono destinati prioritariamente ai pazienti pediatrici. Tuttavia, la rarità di decessi in età pediatrica rende questi organi “preziosi e rari”, costringendo talvolta i chirurghi a valutare l’utilizzo di segmenti di organi provenienti da adulti o a tecniche chirurgiche avanzate.

I numeri del 2024 e le prospettive di vita

Nonostante le difficoltà, la macchina della solidarietà e della chirurgia non si ferma. Nel corso del 2024, in Italia sono stati effettuati 191 trapianti pediatrici, così suddivisi:

79 di fegato

76 di rene

32 di cuore

4 di polmone

Le prospettive per chi riesce ad arrivare al trapianto sono incoraggianti. Si tratta di procedure ad alta specializzazione che garantiscono ottimi tassi di sopravvivenza: tra l’83% e il 90% a un anno dall’intervento, mantenendosi su livelli eccellenti (88-90%) anche a cinque anni di distanza. Sebbene complicanze come il fallimento primario dell’organo (il cuore che non riparte subito dopo l’impianto) siano possibili rischi, le moderne tecniche mediche riescono oggi a garantire a questi bambini una buona qualità di vita.

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