I Carabinieri del Gruppo Tutela Ambiente e Sicurezza Energetica di Napoli stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lecce contro 6 persone: 4 finite in carcere e 2 ai domiciliari. Le province coinvolte sono Bari, Brindisi e Salerno in Italia, oltre a Sofia in Bulgaria.
I reati contestati includono associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, aggravato dalla transnazionalità, gestione abusiva e emissione di fatture per operazioni inesistenti.
L’indagine della Dda leccese dal 2024
L’operazione scaturisce da un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, supportata dai Carabinieri del Noe di Lecce. Avviata a gennaio 2024 e protrattasi per mesi, ha coinvolto Bulgaria, Grecia e la provincia di Brindisi, origine dei rifiuti. Grazie a intercettazioni, videoriprese e pedinamenti, gli investigatori hanno smantellato un sodalizio criminale attivo nello smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi.
Rifiuti da Brindisi, destinazione Est Europa
Il gruppo trattava scarti da un impianto brindisino: rifiuti industriali, tessili e frazione indifferenziata. Utilizzando società di intermediazione, trasportava migliaia di tonnellate in aziende bulgare e greche, attribuendo codici CER falsi e documenti di scorta contraffatti. L’obiettivo era un risparmio illecito, evitando le procedure legali di gestione rifiuti.







E una situazion strana quela di traffico di rifiuti, non so come si puo arrivare a tanto. Le persone che sono coinvolti in queste cose devono essere puniti. Ma chissà se la legge fa qualcosa realmente contro questi reati.