

Il giovane ucciso Pasquale Nappo e il fratello Antonio arrestato in estate
Scafati – Diciotto chili e 874 grammi di cocaina purissima, sedici panetti confezionati e pronti a inondare il mercato della droga tra Sicilia e Campania. Un carico stimato in circa 68mila dosi che l’11 settembre 2025 aveva portato in carcere due giovanissimi incensurati di Scafati, i cugini Martina e Antonio Nappo, 20 e 19 anni.
A bloccarli a Palermo erano stati gli specialisti del G.I.C.O. della Guardia di Finanza: un controllo mirato, il sequestro immediato dello stupefacente e dei telefoni cellulari, poi l’iscrizione nel registro degli indagati per detenzione e traffico di droga con l’aggravante dell’ingente quantità (artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90). Un impianto accusatorio pesantissimo, che lasciava presagire condanne ben più severe.
La svolta è arrivata davanti al GIP del Tribunale di Palermo, dove i due imputati sono stati giudicati con rito abbreviato. La strategia dell’avvocato Gennaro De Gennaro si è concentrata su un punto tecnico decisivo: contestare la sussistenza dell’aggravante dell’ingente quantità e ridimensionare il ruolo dei due giovani nella filiera dello stupefacente.
Una linea difensiva che ha trovato accoglimento. Il giudice ha escluso l’aggravante speciale dell’art. 80, ritenendo non dimostrato il livello di responsabilità prospettato dall’accusa. La caduta dell’aggravante ha inciso direttamente sulla pena: 3 anni e 8 mesi, sostanzialmente dimezzata rispetto allo scenario iniziale.
Con la nuova qualificazione giuridica del fatto, il GIP ha disposto anche la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Dopo cinque mesi nel penitenziario Pagliarelli di Palermo, Martina e Antonio Nappo sono rientrati nella loro città, Scafati, dove sconteranno la misura meno afflittiva tra le mura domestiche.
Negli ambienti giudiziari palermitani la decisione è stata letta come tutt’altro che scontata, considerata la quantità di droga sequestrata e la distanza geografica tra luogo del fermo e residenza degli imputati.
Nelle carte processuali resta un dettaglio che va oltre il fascicolo penale. Antonio Nappo è il fratello di Pasquale, il giovane fu ucciso nella piazza di Boscoreale a novembre scorso per futili motivi in un delitto che aveva scosso l’area vesuviana. Un lutto recente e devastante, seguito dall’arresto e dalla detenzione lontano da casa.
Oggi il 19enne torna a Scafati insieme alla cugina Martina. Resta una condanna per droga, ma senza l’aggravante che avrebbe cambiato il destino giudiziario. E resta una vicenda che continua a far discutere tra diritto, cronaca e vite segnate troppo presto.