

Nella foto, un particolare della vicenda.
Napoli– Non sono più soltanto cumuli di immondizia, ma vere e proprie «bombe ecologiche» pronte a esplodere, monumenti all’inciviltà che minacciano quotidianamente l’incolumità di chi viaggia. È un quadro a tinte fosche quello dipinto da Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che torna a puntare i riflettori sullo stato di degrado assoluto in cui versano le arterie stradali della Città Metropolitana.
Al centro della denuncia, scaturita dalle numerose segnalazioni dei cittadini, ci sono le condizioni critiche della SS 268 “Statale del Vesuvio” e della circonvallazione esterna, in particolare nel tratto di Cercola. Qui, rampe e piazzole di sosta sono state ridotte a discariche abusive senza controllo.
La situazione descritta è quella di un’emergenza sanitaria e strutturale. Dalle rampe di accesso fino ai piloni dei cavalcavia, i fornici risultano ostruiti da rifiuti spesso dati alle fiamme: una pratica criminale che non solo avvelena l’aria, ma rischia di minare la stabilità stessa delle infrastrutture viarie.
A nulla sembrano essere valsi i tentativi di dissuasione passiva. Le piazzole di sosta, chiuse con i blocchi di cemento “New Jersey” per impedire gli sversamenti, si sono trasformate in un boomerang: i rifiuti vengono ora lanciati direttamente oltre le barriere, accumulandosi in zone difficilmente raggiungibili per la bonifica.
«Da anni denunciamo lo scempio degli assi viari napoletani e vesuviani, ridotti a discariche di prossimità», dichiara Borrelli. Il deputato sottolinea come il problema abbia ormai superato la soglia del decoro urbano per sfociare nell’emergenza di pubblica sicurezza.
«Siamo di fronte a una tripla minaccia: degrado estetico, disastro ambientale e un rischio altissimo per la circolazione. Automobilisti e centauri sono costretti a gincane pericolosissime per schivare ingombranti e sacchetti che invadono le carreggiate. Non è solo questione di pulizia, è questione di incolumità pubblica».
L’analisi politica di Borrelli non fa sconti e individua due distinti colpevoli. Da un lato la mano criminale di chi sversa illegalmente: dal cittadino che pratica il “lancio del sacchetto”, alle imprese che smaltiscono scarti industriali e ortofrutticoli sulla strada considerandola terra di nessuno. Dall’altro, l’inerzia delle istituzioni.
«Assistiamo a un rimpallo di responsabilità vergognoso tra Anas, Città Metropolitana e Comuni», attacca il deputato. «Il Codice della Strada parla chiaro: l’ente proprietario deve garantire la pulizia. Non accettiamo più la scusa della mancanza di fondi o delle competenze incrociate mentre il territorio affonda nella spazzatura».
La richiesta di Avs è perentoria: basta interventi tampone costosi e inutili. Borrelli annuncia la richiesta di un tavolo tecnico urgente con i vertici Anas e i sindaci dei comuni attraversati dalla SS 268 e dalle provinciali limitrofe. «Occorre sorveglianza attiva e sanzioni spietate. Chi sporca deve pagare, queste strade non possono essere il biglietto da visita della nostra terra».