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Napoli si schiera con i nonni: il progetto «Occhio al Truffatore» chiude in bellezza

Non solo repressione: tra sportelli itineranti e supporto psicologico, il Comune traccia il bilancio di una campagna che ha messo al centro la dignità e la sicurezza degli anziani.

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Napoli – Si è conclusa questa mattina, nella cornice della Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, la campagna “Occhio al Truffatore”, l’iniziativa promossa dal Comune di Napoli e finanziata dal Ministero dell’Interno per contrastare i raggiri ai danni della terza età. Un percorso che non si è limitato al controllo del territorio, ma che ha scavato nelle pieghe della fragilità sociale per restituire fiducia ai cittadini più vulnerabili.

Una strategia integrata: oltre la divisa

L’assessore alla Legalità, Antonio de Iesu, ha sottolineato come il cuore del progetto sia stato l’approccio umano. “Non ci siamo fermati alla sola repressione,” ha dichiarato de Iesu. “Abbiamo puntato sull’educazione e sul supporto psicologico post-evento. L’obiettivo è abbattere quel muro di isolamento e vergogna che spesso colpisce chi subisce un raggiro. Rafforzare il legame con le Istituzioni è la vera chiave per l’autoprotezione”.

Capillarità e ascolto: i numeri dell’intervento

Il progetto ha trasformato la città in una rete di protezione attiva attraverso diverse direttrici:

Presidio del territorio: Agenti di Polizia Locale, sia in divisa che in borghese, hanno sorvegliato uffici postali, mercati e luoghi di aggregazione, specialmente durante i giorni di ritiro delle pensioni.

Sportello itinerante: Per 13 settimane, grazie alla collaborazione con la Cooperativa “Progetto Uomo”, un’unità mobile ha attraversato tutte le 10 Municipalità offrendo orientamento e sostegno sociale.

Formazione nelle parrocchie: Sono stati 35 gli incontri frontali organizzati per istruire gli anziani sui pericoli più moderni, dal love bombing alle manipolazioni telematiche.

La Polizia Locale tra la gente

Fondamentale è stato il ruolo operativo della Polizia Municipale. Il comandante Ciro Esposito ha evidenziato come la formazione degli agenti sia stata orientata verso l’ascolto attivo: “Siamo stati presenti all’uscita delle messe e nei circoli per instaurare un dialogo diretto. I nostri operatori sono stati preparati non solo sugli aspetti giuridici, ma soprattutto sull’accoglienza delle vittime”.

Una campagna multicanale

Per raggiungere ogni angolo della città, il Comune ha messo in campo una comunicazione massiccia: dai monitor nelle metropolitane ai social, fino alla distribuzione di brochure informative in luoghi strategici come farmacie, studi medici e CAF. Un impegno corale per ricordare che, contro l’astuzia dei truffatori, l’arma più efficace resta l’informazione condivisa.


Fonte REDAZIONE
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