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Napoli, omicidio di Jlenia Musella: il fratello ha detto la verità?

I dubbi sul coltello lanciato da 8 metri e la lite per il cane. Domani giornata cruciale: attesa per l'udienza di convalida e l'incarico per l'autopsia. Gli inquirenti devono verificare la confessione di Giuseppe: dal fendente mortale ai presunti maltrattamenti sull'animale domestico.
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Napoli – È una corsa contro il tempo e contro i dubbi quella che stanno affrontando gli inquirenti per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Jlenia Musella, la 22enne uccisa a Napoli dal fratello Giuseppe.

La giornata di domani, venerdì 6 febbraio, segnerà uno snodo fondamentale nell’inchiesta: sono previsti sia l’udienza di convalida del fermo che il conferimento dell’incarico per l’autopsia. L’obiettivo della Procura è uno solo: capire se il 28enne ha detto tutta la verità.

Il giallo della dinamica: coltello lanciato o fendente ravvicinato?

Al centro delle verifiche c’è la dinamica esatta del delitto, che presenta punti ancora oscuri rispetto alla confessione resa dall’indagato. Giuseppe Musella ha dichiarato di aver lanciato il coltello da cucina da una distanza di circa otto metri, colpendo fortuitamente la sorella alla schiena.

Una versione che gli investigatori vogliono verificare con estremo rigore scientifico. L’autopsia sarà determinante per stabilire se la profondità e l’angolazione della ferita siano compatibili con un lancio da quella distanza o se, come si sospetta, l’uomo impugnasse l’arma quando ha colpito Jlenia. La traiettoria della lama racconterà se si è trattato di un gesto d’impeto a distanza o di un’aggressione ravvicinata.

La lite per il cane e le verifiche sull’animale

Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il movente, scaturito da un contesto di quotidianità stravolta. Secondo il racconto del fratello, la lite sarebbe esplosa a causa del cagnolino di casa, a cui Giuseppe è legatissimo. L’animale avrebbe fatto i bisogni sul divano, scatenando la rabbia di Jlenia che avrebbe sferrato un calcio alla bestiola.

Anche su questo dettaglio, apparentemente marginale ma centrale per il movente, verranno effettuati accertamenti. Gli inquirenti verificheranno se sul cane siano presenti segni di percosse compatibili con il calcio raccontato da Giuseppe nelle sue dichiarazioni confessorie in Questura. Un dettaglio che serve a pesare la credibilità complessiva del racconto dell’indagato.

L’iter giudiziario: dalla “Fasce Deboli” alla difesa

Intanto la macchina della giustizia avanza veloce. Il fascicolo, inizialmente aperto dal pm Ciro Capasso che ha emesso il decreto di fermo per omicidio volontario aggravato, è confluito alla IV Sezione della Procura di Napoli (“Fasce deboli”), coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

Domani si terrà l’udienza di convalida davanti al GIP. Subito dopo, verrà conferito l’incarico al medico legale per l’esame autoptico. A tutte le operazioni peritali assisterà anche un consulente di parte nominato dall’avvocato Andrea Fabbozzo, difensore di Giuseppe Musella, per garantire il pieno contraddittorio in questa fase delicatissima delle indagini.

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Fonte REDAZIONE
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