Pomeriggio di sangue nel centro storico di Napoli. Francesco Bianco, 18 anni, figlio minore della discussa tiktoker Rita De Crescenzo, è stato accoltellato nel primo pomeriggio di ieri nella zona di Montesanto.
Il giovane si è presentato poco dopo le 15 al pronto soccorso dell’ospedale Ospedale Pellegrini, accompagnato da un amico: i medici lo hanno medicato per una ferita da arma da taglio alla gamba e dimesso dopo alcune ore con una prognosi di sette giorni.
L’aggressione e il giallo del silenzio
Sull’episodio indaga la Polizia di Stato. I contorni dell’aggressione restano ancora poco chiari. Secondo i primi accertamenti, il fendente sarebbe stato sferrato tra i vicoli di Montesanto, ma la ricostruzione è resa più complessa dalla reticenza mostrata dal diciottenne davanti agli investigatori.
Un atteggiamento che ha inevitabilmente rallentato l’avvio delle indagini. Gli agenti stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona per tentare di individuare eventuali responsabili o ricostruire con precisione dinamica e movente.
Gli investigatori non escludono alcuna pista, mentre l’attenzione si concentra anche sulle tensioni che da mesi attraversano alcune aree del centro cittadino, tra Quartieri Spagnoli e Pallonetto di Santa Lucia.
I precedenti e il caso della fuga dalla comunità
Non è la prima volta che il nome del giovane finisce al centro delle cronache. Già nel 2024 il ragazzo era stato rintracciato dopo essersi allontanato per mesi da una casa famiglia.
Nel 2022, infatti, era stato disposto il suo collocamento in una struttura comunitaria su provvedimento dei servizi sociali, anche in relazione a problematiche legate alla dispersione scolastica. Una decisione che aveva innescato una durissima polemica pubblica da parte della madre.
Lo scontro social con magistrati e forze dell’ordine
La vicenda dell’allontanamento del figlio aveva trasformato i social in un’arena. Rita De Crescenzo aveva più volte denunciato pubblicamente la decisione delle autorità, parlando di ingiustizia e lanciando accuse contro magistrati, servizi sociali e forze dell’ordine. Video dai toni accesi, appelli diretti e attacchi frontali alle istituzioni avevano alimentato un clima di forte tensione.
In alcuni interventi la tiktoker aveva rivendicato una sorta di sfida aperta allo Stato sulla gestione del caso, sostenendo che il figlio fosse scappato dalla comunità e contestando la legittimità dei provvedimenti adottati. Parole che avevano suscitato reazioni e polemiche, accendendo un dibattito pubblico tra sostenitori e critici.
Oggi, a distanza di mesi da quella bufera mediatica, il nome della famiglia torna sulle pagine di cronaca per un episodio di violenza ancora tutto da chiarire.
Resta da capire se si sia trattato di un’aggressione maturata in un contesto personale o se dietro il ferimento del diciottenne possano celarsi dinamiche più complesse. Le risposte, ora, sono affidate alle indagini.
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Fonte REDAZIONE





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