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Gratteri: «Da Nordio parole inaccettabili. Scusarmi? Vado avanti fino all’ultimo»

Il procuratore capo di Napoli, intervistato da La Repubblica, respinge le richieste di scuse arrivate dalla destra e rilancia la campagna per il “no”: “Hanno estrapolato pochi secondi. La riforma cambia l’equilibrio tra i poteri”
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Napoli – Nicola Gratteri non arretra. “Vogliono continuare a strumentalizzare ancora per settimane le mie parole? Facciano pure. Penso che in tanti abbiano capito”, afferma il procuratore capo di Napoli in un’intervista a La Repubblica, tornando sulle polemiche legate alle sue dichiarazioni e alle richieste, provenienti da esponenti del centrodestra, di “scusarsi con milioni di italiani”.

L’attacco al Csm e la replica a Nordio

Nel colloquio, Gratteri commenta anche le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che avrebbe parlato di sistema “para-mafioso” riferendosi al Csm. “Per me queste parole non si commentano per nulla. O si commentano da sole. In ogni modo, inaccettabili”, taglia corto.

“Frase estrapolata, contesto chiarito”

Gratteri rivendica di avere spiegato subito il senso delle sue affermazioni finite al centro della contestazione politica. “Ho chiarito subito. E ho specificato il contesto: si trattava di un frammento estrapolato, di pochi secondi, da un ampio dialogo”, sostiene, definendo il ragionamento come parte di un discorso più ampio sulle attività di contrasto alle “zone grigie” e al crimine organizzato. “Chi ha seguito tutto non credo sia stato colto da dubbi”, aggiunge.

Le richieste di scuse: “Ma scusare di cosa?”

Alle pressioni, citando in particolare il ministro Matteo Salvini e “tanti a destra”, Gratteri replica in modo netto: “Ma scusare di cosa?”. E precisa la propria posizione: in un Paese democratico e con libertà di pensiero, dice di avere sostenuto che voteranno “sì” “certamente le persone a cui il sistema, voluto dalla riforma, conviene”. Quindi ribadisce: “Non ho detto, come strumentalmente vogliono fare credere, che quelli che votano sì sono tutti appartenenti a centri di potere oppure persone non perbene”.

Campagna per il “no”: “Con la mia faccia e le mie idee”

Gratteri annuncia che continuerà l’impegno fino alla fine: “Sì, fino all’ultimo giorno: con le mie forze, dicendo no a tanti inviti, andando anche da solo”. E aggiunge che intende concentrarsi sul merito: “Rispondendo a ogni domanda, parlando del merito della riforma. Di quello che cambia, di ciò che è messo in pericolo”.

“Cambia l’equilibrio tra i poteri”

Secondo il procuratore capo di Napoli, l’impatto sarà concreto: “Assolutamente sì. Per i cittadini, per questo Paese, cambierà il rapporto di equilibrio tra i poteri”, conclude.

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Il cuore della critica riguarda il ruolo del pubblico ministero. «Se il pm è l’accusatore e basta, senza più l’obbligo di trovare anche prove a favore dell’imputato, noi facciamo una riforma che danneggia almeno il 90% dei cittadini che incappano in problemi giudiziari», sostiene Gratteri, rivendicando un’idea di magistrato requirente che deve agire con equilibrio, quasi come un giudice chiamato a valutare anche gli elementi favorevoli all’indagato. «Io ho sempre fatto questo e ho cercato di insegnarlo ai giovani magistrati», aggiunge, citando il dato delle richieste di archiviazione presentate a Napoli come prova di un approccio non orientato solo all’accusa.

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Fonte REDAZIONE
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