Giugliano – Passeggiare oggi tra molte aree pubbliche della provincia di Napoli restituisce l’immagine di luoghi formalmente esistenti ma privi di vita. Non mancano strutture o spazi, manca la manutenzione: una presenza evanescente che sembra dissolversi subito dopo le cerimonie inaugurali, lasciando dietro di sé degrado e incuria.
A farne le spese sono soprattutto i più piccoli. Numerose aree giochi, che dovrebbero garantire spazi sicuri e inclusivi, appaiono invece compromesse da ruggine, vegetazione incolta e attrezzature inutilizzabili. Ma il problema va ben oltre le giostrine: coinvolge siti di rilevanza storica e archeologica, sottraendo al territorio opportunità di sviluppo culturale ed economico.
Emblematico il caso dei Giardini di Liternum, a Giugliano in Campania. Presentati nel 2024 come fiore all’occhiello della rinascita culturale locale e come tributo alla memoria di Scipione l’Africano, avrebbero dovuto rappresentare un nuovo polo di attrazione turistica. A distanza di pochi mesi, la realtà è diametralmente opposta.
Nonostante segnalazioni formali, PEC e richieste di intervento da parte dei cittadini, l’area è rimasta senza una gestione adeguata. Le conseguenze sono pesanti: il sito è stato escluso dai percorsi turistici regionali, con un danno che si riflette non solo sull’economia locale ma anche sull’identità culturale della comunità.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto le denunce dei residenti. «Siamo stanchi di vedere fondi pubblici spesi per opere che vengono abbandonate subito dopo il taglio del nastro», afferma. «Liternum non è un bene privato, ma un patrimonio collettivo. È inaccettabile che un sito di questo valore sia ridotto a una landa desolata».
Borrelli chiede ora risposte concrete e impegni formali: «Pretendiamo chiarezza su questo scempio. Non ci fermeremo finché non saranno garantiti fondi certi per la manutenzione e finché i Giardini di Liternum non torneranno a occupare il posto che meritano nei circuiti culturali e turistici».
Fonte REDAZIONE





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