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L'ARRESTO

Arzano, torna in carcere Giuseppe Bussola: aveva 90 grammi di cocaina

Il 25enne già legato al clan della 167, fermato dai Carabinieri mentre deteneva droga già pronta per lo spaccio. Era uscito dal carcere da poco dopo la condanna per la tentata estorsione aggravata al bar Bellagio.
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Arzano – E’ notte, quando la gazzella della Sezione Radiomobile di Casoria percorre via Napoli. Davanti a loro una macchina con a bordo un uomo. Lo fermano, il suo atteggiamento li insospettisce. Si tratta di Giuseppe Bussola, già noto alle forze dell’ordine.

Durante il controllo accurato, nel vano porta oggetti i carabinieri trovano due buste trasparenti. Nella prima una pietra di cocaina da 90 grammi pronta per essere tagliata, nell’altra 6 grammi di cocaina già dosata.

Il profilo criminale e il legame con il clan

L’uomo è stato arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio e portato in carcere. Bussola era da poco uscito dal carcere dopo essere stato arrestato nell’aprile del 2023 per la tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del bar Bellagio.

Lo stesso, unitamente ad altri esponenti di spicco del clan della 167, sottogruppo dei Monfregolo e attualmente liberi, chiese il rito abbreviato che consentì la riduzione di un terzo della pena.

La tentata estorsione del 2023

A finire in manette unitamente a Bussola furono Davide Pescatore, alias “pal e fierr”, Salvatore Lupoli detto “o’trombone” e Antonio Alterio. Finirono in cella dopo la denuncia del titolare del bar Bellagio, V.F. seguito sin dalle prime battute dall’avvocato Alessandro Motta dell’associazione SOS Antiracket Antiusura APS. Ad inchiodarli, non solo la circostanziata denuncia del commerciante ma anche le immagini della videosorveglianza.

I quattro, forti della loro appartenenza al clan e del loro curriculum criminale, avevano tentato di imporre al titolare del bar Bellagio una tangente da 2mila euro al mese, da versare per “gli amici di Arzano” e ottenere la tranquillità.

La cattura del quarto uomo

Per questo motivo, ad aprile del 2023, finirono tutti in carcere. Mentre il quarto elemento del gruppo, Davide Pescatore, si rese irreperibile e venne successivamente arrestato dai carabinieri di Castello di Cisterna in un vecchio edificio nel centro storico di Giugliano, anche con l’utilizzo di droni.

Il provvedimento fu emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguito dalla Polizia di Stato, arrivò al termine di indagini effettuate dalla Squadra Mobile e dal commissariato di Frattamaggiore coordinati dalla DdA. Dall’attività investigativa era emerso che i quattro, a partire dal 26 marzo 2023, avevano preso di mira la grossa attività commerciale, presentandosi, in maniera esplicita, come emissari del clan.

La situazione sul territorio

Dalle verifiche investigative emerse che si trattava di quattro esponenti di primissimo piano del clan della 167 di Arzano, ancora operativo sul territorio. Intanto non si ferma l’escalation di furti e rapine.

P.B.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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