Napoli– Non solo luoghi di conservazione, ma presidi attivi di civiltà. In occasione del 27 gennaio, data che segna la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, la Direzione regionale Musei nazionali Campania scende in campo con una serie di iniziative volte a trasformare il “Giorno della Memoria” in un’occasione di partecipazione collettiva.
Al centro del progetto ci sono loro: gli studenti del territorio, chiamati a raccogliere il testimone della storia per costruire un futuro basato sull’inclusione e il rispetto.
Le ferite del Casertano e il cinema della realtà
La mattinata si è aperta a Santa Maria Capua Vetere, presso il Museo archeologico nazionale dell’antica Capua. Qui, sotto la guida di Giuseppe Angelone, i ragazzi dell’IIS “Leonardo Da Vinci” hanno ripercorso le tappe più dolorose del secondo conflitto mondiale nel Casertano.
Particolare commozione ha destato il focus sul Parco della Memoria di San Pietro Infine, borgo distrutto dai combattimenti e divenuto simbolo universale delle sofferenze civili. Attraverso la proiezione di filmati d’epoca e la lettura di brani scelti, gli studenti hanno dato voce a chi, ottant’anni fa, vide la propria vita stravolta dalla violenza bellica.
Musica e riflessione nel Sannio
Il testimone passerà nel pomeriggio (ore 17:00) al Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio. L’evento “Voci della Memoria”, organizzato in sinergia con il Comune e le associazioni locali, vedrà attori amatoriali e studenti alternarsi nella lettura di testi dedicati all’Olocausto.
A fare da tappeto sonoro, le note di un violino, per un momento di raccoglimento che intende accendere un riflettore sulle discriminazioni ancora tristemente attuali nella società contemporanea.
La “storia diversa” di Campagna e l’eroismo dei Palatucci
Le celebrazioni non si esauriscono nella giornata odierna. Il 4 febbraio, il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano ospiterà un incontro di profondo valore storico: “Memorie. La storia diversa di Campagna”.
Al centro del dibattito, la vicenda dei centri di internamento attivi nel Salernitano durante la guerra. Sarà l’occasione per ricordare le figure di Giovanni Palatucci, l’eroico funzionario della Questura di Fiume, e di suo zio Monsignor Giuseppe Maria Palatucci, allora vescovo di Campagna.
I due, operando nell’ombra e a rischio della vita, riuscirono a sottrarre migliaia di ebrei alla deportazione attraverso permessi speciali e azioni di depistaggio. Un esempio di “resistenza morale” che verrà offerto ai giovani come bussola etica per contrastare i nuovi negazionismi.
“Mantenere viva la memoria significa promuovere l’educazione ai valori della pace e della dignità di ogni individuo”, spiegano dalla Direzione Musei. Un impegno che, partendo dalle teche dei musei, punta a parlare direttamente alla coscienza delle nuove generazioni.
Fonte REDAZIONE





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