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Procura Figc chiede 13 mesi di inibizione per Zappi: a rischio la presidenza dell’Aia

Giornata cruciale per l'Associazione Italiana Arbitri e per il presidente Antonio Zappi.
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È una giornata decisiva per l’Associazione Italiana Arbitri e per il suo presidente Antonio Zappi. Davanti al Tribunale nazionale federale, la Procura della Figc ha chiesto una sanzione pesante: tredici mesi di inibizione per l’attuale numero uno dell’Aia, nell’ambito del procedimento aperto per presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Sei mesi di sospensione sono stati invece richiesti per Emanuele Marchesi, componente del Comitato nazionale dell’Aia e secondo deferito nell’inchiesta.

Secondo l’accusa, Zappi e Marchesi avrebbero forzato le dimissioni dei dirigenti Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi per favorire la loro sostituzione con gli ex arbitri Daniele Orsato e Stefano Braschi. Una ricostruzione che, se accolta dal Tribunale, porterebbe automaticamente alla decadenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, aprendo uno scenario di forte instabilità all’interno del sistema arbitrale.

La sentenza è attesa nelle prossime ore, ma intanto Zappi ha affidato a una dichiarazione ufficiale la propria linea difensiva. Il presidente dell’Aia respinge ogni accusa e rivendica di aver agito esclusivamente nell’interesse dell’Associazione, nel rispetto del mandato di rinnovamento tecnico e organizzativo ricevuto dagli associati lo scorso dicembre. Zappi sottolinea come ogni atto compiuto rientri nell’autonomia tecnica e organizzativa dell’Aia, definita dallo Statuto e dalle norme federali come inviolabile, perché garanzia della terzietà e dell’indipendenza degli arbitri.

Nel suo intervento, il presidente allarga il perimetro dello scontro, sostenendo che il procedimento non riguardi solo la sua persona, ma il ruolo stesso del presidente democraticamente eletto e, più in generale, l’autonomia dell’Associazione Italiana Arbitri. Una eventuale sospensione, secondo Zappi, non colpirebbe soltanto lui, ma rischierebbe di creare un precedente capace di condizionare l’indipendenza futura dell’intero organismo arbitrale all’interno del sistema calcio.

Il processo assume così un valore che va oltre il singolo caso disciplinare, trasformandosi in un confronto diretto tra poteri federali e autonomia associativa. Da una parte la Procura Figc, convinta della fondatezza delle accuse, dall’altra la difesa di Zappi, che parla apertamente di un procedimento capace di minare i diritti dell’Aia e di contrapporre interessi individuali a quelli collettivi. Ora la parola passa al Tribunale federale, chiamato a una decisione che potrebbe segnare un passaggio cruciale per il governo degli arbitri italiani.


@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

Questo articoo mette in evidenza una situazzione complicata che potrebbe influenzare molto il futuro dell’Associazione Italiana Arbitri e la sua autonomia, ma è difficile giudicare senza conoscere tutti i fatti e le prove presentate.

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