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Napoli, emergenza aggressioni negli ospedali: il Prefetto accelera su sicurezza e prevenzione

Vertice a Napoli con i vertici di ASL e ospedali: confermati i drappelli di polizia e potenziati i collegamenti diretti con le centrali operative per fermare le violenze contro medici e infermieri.
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Napoli– La lotta alla violenza contro il personale sanitario resta una priorità assoluta per le istituzioni napoletane. Nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi oggi in Prefettura, il Prefetto Michele di Bari ha tracciato un bilancio rigoroso delle misure messe in campo, definendo la strategia per i prossimi mesi.

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Al tavolo hanno partecipato i direttori generali delle ASL Napoli 1, 2 e 3, i vertici delle principali aziende ospedaliere cittadine (dal Cardarelli al Santobono, fino ai Policlinici), insieme ai rappresentanti dell’Ordine dei Medici e delle Professioni Infermieristiche.

Blindati i presidi sensibili

L’analisi dei dati ha confermato l’efficacia dei drappelli di polizia già attivi in sei grandi ospedali della metropoli. Tuttavia, la vigilanza non si ferma alle sole guardie fisiche: le forze dell’ordine continueranno a garantire servizi specifici nei pronto soccorso, veri e propri avamposti critici dove si registra il maggior numero di episodi di intemperanza verbale e fisica.

Il dispositivo di sicurezza punta a creare una rete di protezione capillare attorno a medici e paramedici, troppo spesso vittime di aggressioni durante i turni di servizio.

Tecnologia contro l’illegalità

Una delle novità più rilevanti discusse durante il vertice riguarda l’aspetto tecnologico della prevenzione. Sono state infatti già installate le linee telefoniche cosiddette “punto a punto”, canali diretti che collegano istantaneamente gli ospedali con le centrali operative di Polizia e Carabinieri.

Questo sistema è progettato per abbattere i tempi di reazione, consentendo interventi immediati al primo segnale di pericolo.

Un fronte comune per la legalità

Alla riunione hanno preso parte anche l’assessore alla Legalità del Comune di Napoli e i massimi vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e Metropolitana.

La massiccia presenza istituzionale sottolinea la volontà di creare un fronte unico: l’obiettivo non è solo reprimere gli episodi di violenza già avvenuti, ma ristabilire un clima di sicurezza e dignità all’interno delle strutture sanitarie, considerate a tutti gli effetti obiettivi sensibili per la tenuta dell’ordine pubblico.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (16)

L’emergenza è il livello di corruttela e nepotismo raggiunti in un settore delicato come quello ospedaliero: la gente, esasperata, risponde con la cara vecchia violenza, che è un po’ la grande “livella” dei vivi. Il Prefetto sta curando i sintomi, ma non il male, e finché tutti gireranno la testa altrove, la situazione diventerà ancora più violenta ed ingestibile, spostandosi fuori dagli ospedali, direttamente in strada o a casa del personale sanitario.

Non è la sicurezza ma la mancanza di medici
Se state facendo di tutto per farci andare dai privati
A pagare
Aumentate pensioni
Stipendi

Mettete piu medici e’ così che si risolve il problema andare al pronto soccorso e scoprire che nessuno ti caga mentre sei in panico e’ tremendo

Che imparassero a curare le persone e che il personale tutto ospedaliero imparassero i modi…la gente non ce la fa più…un indecenza totale soprattutto nei pronto soccorso…
Li ho girati tutti per i miei genitori e vi assicuro che 90 percento meritano proprio….lasciamo stare!!!!

E mettete più personale perché un pronto soccorso notturno non possono stare solo due persone e la gente fuori aspetta ore e ore

Spesso si sa quando si entra e non si sa quando si esce . Non serve soltanto la repressione con più sicurezza negli ospedali, ma anche centri di ascolto per i familiari che subiscono realtà difficili, con supporto sociale e legale vero per tutti ,medici e pazienti

Oltre alle critiche che sono legittime penso che la carenza di personale purtroppo porta a degli episodi poco piacevoli

Ma ci vuole un prefetto per ripristinare un drappello di polizia in ogni ospedale un po’ di organizzazione e buon senso non sarebbe male e in caso di aggressione subito in carcere senza sconti o denunce

Non è sulla sicurezza e prevenzione che bisogna “accellerare”, ma sulle ASSUNZIONI di figure professionali !!! Servono medici ed infermieri, cavolo !

L’idea di proteggere i medici e paramedici è bona, ma mi chiedo se sono veramente efficaci ste misure che han messo in atto. Sicuramente serviranno, ma servirebbe anche un maggiore coinvolgimento della comunità per sostenere il personale sanitario.

È vero che la tecnologia aiuta, ma penso che la cosa più importante sia educare le persone a rispettare chi lavora negli ospedali. La violenza non deve essere una risposta, ma purtroppo succede troppo spesso.

aprite gli ospedaliil personale ha ragione ma anche gli ammalati mettete i medici di famiglia a fare visite domiciliari cosi guei pochi ospedali che ci sono alleggeriscono

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