Un bottino potenziale enorme. Ma anche un rischio elevatissimo.
Il colpo sfuma: “Troppi allarmi, servono altri attrezzi” .Dopo circa un quarto d’ora di sopralluoghi, il gruppo fa dietrofront. Alle 19.00 l’auto imbocca il Grande Raccordo Anulare e, in tarda serata, rientra a Napoli.
Le intercettazioni successive chiariscono il motivo della rinuncia: sistemi di allarme troppo sofisticati, tecnologie non aggirabili con la strumentazione in possesso della banda. MASSIMO Alfredo, considerato dagli stessi sodali un criminale di altissimo profilo professionale, giudica il colpo “fuori portata”, almeno in quel momento.
La decisione è netta: rinviare. E tornare solo dopo aver reperito nuove attrezzature in grado di neutralizzare i sistemi di sicurezza.
Un’organizzazione spietata e altamente specializzata
Quello di Fregene non è un episodio isolato, ma solo la punta dell’iceberg di un’organizzazione descritta dal gip come composta da soggetti dalla “personalità fortemente trasgressiva, altamente specializzata e priva di scrupoli”, disposti a tutto pur di raggiungere i propri scopi.
Neppure la presenza di persone fragili fermava i ladri. In un caso emblematico, ricostruito dagli inquirenti, i malviventi si lamentano di un furto messo a segno a Bagnoli, dove non avevano trovato “neanche un euro”, ma solo un anziano proprietario sordo, solo in casa e incapace di accorgersi della loro presenza.
Neanche la fragilità fermava i ladri: il colpo in casa dell’anziano sordo
La ferocia dell’organizzazione emerge in modo plastico anche da un episodio che colpisce per la sua disarmante brutalità. In un furto consumato a Bagnoli, a Napoli, i componenti della banda si introducono in un appartamento pur sapendo che all’interno si trova il proprietario, un uomo anziano, sordo, solo e impossibilitato ad accorgersi di quanto stava accadendo.
Dalle intercettazioni, riportate nero su bianco nell’ordinanza del gip, emerge il cinismo dei ladri: dopo il colpo, i sodali si lamentano del bottino inesistente, riferendo di non aver trovato “neanche un euro”, ma soltanto quell’uomo che non aveva sentito le ripetute e violente bussate alla porta né i rumori provocati dall’intrusione.
Un dettaglio che per la Procura assume un valore emblematico: la totale assenza di scrupoli, la disponibilità a portare a termine il furto anche in presenza della vittima, purché ritenuta incapace di reagire o chiedere aiuto. Un modus operandi che, secondo gli inquirenti, conferma l’elevatissimo indice di pericolosità sociale degli indagati.









