Santa Maria Capua Vetere – Il fragore dei petardi che copre il sibilo di un proiettile calibro 9. Il fumo colorato dei fuochi d’artificio che si mescola a quello acre della polvere da sparo. Inizia così, in una fredda notte di Capodanno di due anni fa, la scia di sangue che ha portato oggi all’alba allo smantellamento di un agguerrito gruppo criminale nel cuore del Casertano.
Erano le 00:30 del 1° gennaio 2024. Mentre il rione popolare ex IACP di Santa Maria Capua Vetere brindava al nuovo anno, Emanuele Nebbia, 26 anni, cadeva a terra senza vita. Non è stato un incidente, non è stato un “proiettile vagante”.
È stata un’esecuzione: un colpo di pistola alla testa, dritto, spietato, mentre il giovane era chinato ad accendere i fuochi d’artificio. Quel sangue versato sull’asfalto è diventato la traccia indelebile seguita dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta.
Il Blitz all’alba
Stamani, il silenzio del rione è stato spezzato di nuovo, ma stavolta dal lampeggiante blu di oltre 140 agenti della Polizia di Stato. Un’operazione imponente, coordinata dalla DDA di Napoli e dalla Procura per i Minorenni, che ha portato all’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare.
Tra i destinatari del provvedimento figurano anche tre giovanissimi, minorenni all’epoca dei fatti, a testimonianza di una manovalanza criminale sempre più precoce e spregiudicata. Durante le perquisizioni, altre due persone sono state arrestate in flagranza, trovate con le mani ancora “sporche” di droga.
Una guerra fratricida per il controllo del rione
Le indagini hanno scoperchiato un vero e proprio “regime del terrore” instaurato all’interno delle palazzine popolari. Quello che è emerso è il ritratto di una consorteria criminale spaccata da una guerra intestina ferocissima, consumata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Una faida interna per decidere chi dovesse comandare, chi dovesse gestire i proventi dello spaccio, chi avesse il diritto di vita e di morte tra i vicoli del rione.
Prima dell’omicidio Nebbia, la tensione era già alle stelle. Gli inquirenti hanno ricostruito una “stesa” (una sparatoria intimidatoria a scopo dimostrativo) avvenuta il 5 ottobre 2023, a cui seguì un tentato omicidio per vendetta.
Una spirale di violenza che non si è fermata nemmeno dopo il sangue di Capodanno: il 10 maggio 2024, un pusher “ribelle”, colpevole di essersi rifiutato di rifornirsi di droga dal clan, è scampato miracolosamente a un agguato a colpi d’arma da fuoco.
Le accuse: un catalogo del crimine
l bilancio dell’inchiesta è pesantissimo. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati che dipingono un quadro di assoluta pericolosità sociale:
Associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti;
Omicidio e tentato omicidio;
Estorsione e porto abusivo di armi;
Utilizzo di telefoni cellulari in carcere, per continuare a impartire ordini anche dietro le sbarre.
Il tutto è aggravato dal metodo mafioso: quel clima di omertà e assoggettamento tipico della camorra, che permetteva al gruppo di Nebbia di controllare ogni respiro del rione IACP, trasformando le case popolari in una fortezza inespugnabile della droga. Almeno fino a stamattina.
Elenco degli arrestati
Assunta Buompane, 23 anni di Santa Maria Capua Vetere residente a San Prisco
Cristian Buompane, 42 anni, di Santa Maria Capua Vetere già detenuto nel carcere di Agrigento dal 10 ottobre 2023
Elena Buompane, 21 anni
Giulia Buompane, 23 anni di Santa Maria Capua Vetere
Maria Busiello, 30 anni nata a Napoli
Paola Capitella, 43 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Salvatore Capitella o’ bobb, 72 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Giovanni Cestrone, 30 anni, di Santa Maria Capua Vetere, detenuto dal 3 marzo 2024 nel carcere di Poggioreale
Maria Cristillo, detta ‘a mucella, 48 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Aniello Di Biase, 40 anni, di Mugnano già agli arresti domiciliari dal 17 aprile scorso a Giugliano in Campania
Pasquale Giovanni Fabbozzi, 39 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Maurizio Grieco, 57 anni, di Capua
Luciano Ivone, 26 anni di Napoli
Migen Kreka, 36 anni di nazionalità albanese già ai domiciliari a Riardo
Salvatore Lazzaro, detto Lulù, 32 anni detenuto dal 25 novembre 2021 a Poggioreale
Nicola Marino, 21 anni, di Santa Maria Capua Vetere già detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere dal 21 ottobre 2024
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Fonte REDAZIONE





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