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Divieto trasferte, il Comitato Con Te Napoli va al Tar: «Misura incostituzionale»

L’associazione guidata da Luigi Iaquinta e dall’avvocato Angelo Pisani annuncia battaglie legali contro la stretta del Viminale: «Punizione collettiva che favorisce le pay-tv a danno dei cittadini onesti».
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Non si placa la polemica dopo la decisione del Ministero dell’Interno di blindare le trasferte per i tifosi di Lazio e Napoli fino al termine della stagione. Il Comitato Tifosi Azzurro “Con Te Napoli”, rappresentato dal presidente Luigi Iaquinta e dal legale Angelo Pisani, ha alzato il tiro definendo il provvedimento una «misura indiscriminata e punitiva».

Secondo il Comitato, la stretta non colpirebbe i reali responsabili degli scontri, ma migliaia di appassionati, famiglie e lavoratori, privati del diritto di seguire la propria squadra.

«Sicurezza mascherata da repressione»

L’avvocato Angelo Pisani ha espresso parole durissime nei confronti delle autorità competenti, parlando di una «violenza istituzionale mascherata da sicurezza». La tesi del Comitato è che il divieto certifichi l’incapacità degli organi di pubblica sicurezza di isolare i violenti, preferendo la via della restrizione di massa.

«Si trasforma la sicurezza in un sistema punitivo che calpesta i diritti civili», ha dichiarato Pisani, sottolineando come tali politiche finiscano paradossalmente per avvantaggiare gli interessi economici delle televisioni a pagamento, allontanando il pubblico dagli spalti.

Al via i ricorsi e le richieste di risarcimento

Dalle parole si passa ai fatti. Il Comitato, supportato dal progetto 1523.it, ha già annunciato una massiccia offensiva legale. Il piano prevede l’impugnazione dei decreti presso i tribunali amministrativi e l’avvio di azioni risarcitorie per danni morali, esistenziali e violazione dei diritti costituzionali. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare il tifoso in quanto cittadino, evitando che diventi un «capro espiatorio politico».

Un appello alla mobilitazione civile

In chiusura della nota, il Comitato rivolge un appello a tutti i sostenitori azzurri per una mobilitazione che sia civile e legale. «È il momento di difendere la Costituzione e lo sport come diritto popolare», conclude Pisani, ribadendo che la sicurezza non può essere costruita attraverso la cancellazione dei diritti fondamentali. La battaglia legale è appena iniziata e promette di arrivare fino alla Corte Costituzionale se necessario.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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