Le emorroidi sono un disturbo tanto frequente quanto (ingiustamente) imbarazzante. Colpiscono milioni di persone, ma ancora oggi rappresentano un tema “scomodo”, di cui si parla poco, persino con il medico. Eppure, rivolgersi tempestivamente a un professionista è il modo migliore per evitare che il problema peggiori, per ottenere un trattamento appropriato e soprattutto per escludere patologie più serie.
Ma come superare il blocco iniziale? Come affrontare il tema senza sentirsi a disagio o in imbarazzo? In questo articolo proviamo a rispondere a queste domande, offrendo spunti pratici, rassicurazioni e qualche verità che può alleggerire il carico… anche emotivo.
Un disturbo comune, un silenzio collettivo
Prima di tutto, è importante ricordare una cosa: non sei solo. Le emorroidi interessano fino al 50% della popolazione adulta, almeno una volta nella vita. Colpiscono uomini e donne, giovani e anziani, sportivi e sedentari. Nessuno è immune.
Nonostante ciò, il tema è ancora circondato da tabù, battutine e imbarazzo. Questo silenzio ha un prezzo: molte persone rimandano la visita medica, si affidano a rimedi casalinghi senza efficacia, o semplicemente ignorano i sintomi finché diventano insopportabili.
Perché è importante parlarne col medico (e non con Google)
I sintomi delle emorroidi possono sovrapporsi ad altre patologie più gravi, come ragadi, fistole o persino tumori del retto. Sanguinamento, dolore, prurito o prolasso non dovrebbero mai essere ignorati o auto-diagnosticati. Un medico, attraverso una visita e (se necessario) esami mirati, può valutare la reale natura del disturbo e indicare il trattamento più adeguato, che sia farmacologico, comportamentale o chirurgico.
7 consigli per affrontare il tema senza imbarazzo
Se l’idea di parlare di emorroidi col medico ti mette a disagio, sappi che è perfettamente normale. Tuttavia, ci sono strategie semplici per rendere l’esperienza più serena e costruttiva:
1. Ricorda: i medici hanno già sentito tutto
Per il medico, parlare di emorroidi è routine. Ne sente parlare ogni giorno, con ogni tipo di paziente. Non sei il primo, non sarai l’ultimo e non lo scandalizzerai. Anzi, sarà felice che tu abbia deciso di occuparti della tua salute.
2. Scrivi i sintomi in anticipo
Se temi di dimenticare qualcosa o di sentirti a disagio, prepara un elenco scritto: cosa provi, da quanto tempo, in quali situazioni. Portarlo con te o leggerlo durante la visita può aiutarti a mantenere la lucidità ed evitare giri di parole.
3. Sii diretto, ma semplice
Non servono termini tecnici. Anche un semplice “Ho notato del sangue quando vado in bagno” o “Sento un fastidio quando mi siedo” è più che sufficiente per iniziare il discorso. Il medico farà le domande giuste.
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4. Se ti aiuta, scegli un medico dello stesso sesso
Alcune persone si sentono più a proprio agio a parlare di certi disturbi con un medico del proprio stesso sesso. Non c’è nulla di male nel fare questa scelta se può aiutarti a sentirti più sereno.
5. Non aspettare che peggiori
Spesso si va dal medico “solo quando non si resiste più”. Ma in realtà, prima si interviene, più facile è gestire il disturbo. In fase iniziale, le emorroidi possono essere trattate in modo conservativo, evitando complicazioni.
6. Considera il contesto “neutro” della visita
Il contesto di uno studio medico è pensato per proteggere la privacy, il comfort e la dignità del paziente. Ogni visita è un momento professionale, non personale. Sei lì per prenderti cura di te.
7. Chiedi tutto ciò che ti preoccupa
Se hai dubbi, paure o semplicemente curiosità su diagnosi, cause o terapie, chiedi. Nessuna domanda è stupida, soprattutto quando si tratta della tua salute. Un medico serio accoglierà ogni tua richiesta con attenzione e rispetto.
E se la vergogna è davvero paralizzante?
In alcuni casi, l’imbarazzo è così forte da sfociare in un vero e proprio evitamento: si evitano le visite, si minimizzano i sintomi, si convive con dolore e disagio per anni. Se ti riconosci in questa situazione, può essere utile affrontare il tema prima da un punto di vista psicologico.
A volte basta parlarne con una persona di fiducia, oppure leggere testimonianze di altri pazienti online (ce ne sono molte!). In alternativa, puoi iniziare con il tuo medico di base: è una figura più familiare e può indirizzarti gradualmente verso un percorso specialistico, se necessario.
Parlare è già prendersi cura
Rompere il silenzio attorno alle emorroidi è il primo passo verso il benessere. Parlare apertamente con il medico è un gesto di responsabilità verso te stesso e un modo per liberarti da un fastidio che – spesso – ha già una soluzione semplice.
Più che un atto di coraggio, è un atto di normalità. Perché il tuo corpo, tutto, merita ascolto, cura e rispetto. E non c’è niente di imbarazzante nel voler stare meglio.
Fonti:
https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/e/emorroidi#introduzione
https://www.siccr.org/informazioni-generali/emorroidi/
Fonte REDAZIONE






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