Casoria– Si chiude dopo quasi un decennio un lungo e travagliato capitolo giudiziario per F.I., 48enne di Casoria, finito alla sbarra con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia.
A distanza di otto anni dalla denuncia querela, il collegio giudicante ha pronunciato una sentenza di assoluzione piena “per non aver commesso il fatto”, restituendo onorabilità all’uomo.
Il caso e le accuse
La vicenda ha inizio nel 2016. Secondo la ricostruzione della Procura, l’imputato avrebbe messo in atto per anni una serie di violenze fisiche e psicologiche ai danni della compagna e dei figli minori.
Il quadro delineato dal pubblico ministero descriveva un clima di terrore domestico: aggressioni verbali, minacce di morte e violenze fisiche che spaziavano dagli schiaffi ai tentativi di soffocamento, spesso – secondo l’ipotesi accusatoria – sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
L’accusa puntava a dimostrare una “condotta perdurante” tale da rendere la vita della donna impossibile, aggravata dalla presenza dei figli piccoli, testimoni involontari dei presunti abusi.
Il verdetto
Nonostante la severità del quadro accusatorio, il dibattimento in aula ha ribaltato le premesse. La difesa, rappresentata dall’avvocato Rosario Arienzo, è riuscita a smontare l’impianto probatorio della pubblica accusa.
In particolare, durante il processo non è stata raggiunta la prova della reiterazione dei comportamenti né, tantomeno, dello stato di soggezione psichica in cui avrebbero dovuto trovarsi le vittime. Elementi, questi, imprescindibili per configurare il reato di maltrattamenti (ex art. 572 c.p.).
Al termine della requisitoria, nonostante le richieste del PM Marco Iojodice, il giudice ha accolto le tesi difensive, decretando la fine dell’incubo giudiziario per il 48enne, uscito indenne da un processo durato otto anni.
Fonte REDAZIONE





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