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Camorra, fermati killer e mandanti dell’omicidio di Ottavio Colalongo

I Carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito il provvedimento tra Napoli e Avellino. Contestata l’aggravante mafiosa: delitto “ordinato” nell’orbita del gruppo Luongo-Covone-Aloia, sullo sfondo la faida per il controllo dell’area tra San Vitaliano, Marigliano e Scisciano.

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Napoli – . Svolta nelle indagini sull’omicidio di Ottavio Colalongo, 48 anni, ucciso il 17 dicembre 2025 a Scisciano, nel Napoletano. I Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nei confronti di otto persone.

Gli indagati sono accusati di omicidio aggravato dalle modalità e dalle finalità mafiose. Il provvedimento è stato eseguito tra le province di Napoli e Avellino, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda; il fascicolo è seguito dal pm Henry John Woodcock.

Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe stato pianificato ed eseguito su input dei vertici di un clan camorristico riconducibile al gruppo Luongo-Covone-Aloia, storicamente contrapposto al clan Filippini nella contesa per la gestione delle attività criminali nei territori di San Vitaliano, Marigliano e Scisciano.

Dalle indagini, inoltre, emergerebbe un sistema di alleanze tra gruppi attivi nell’area nord della provincia di Napoli — con riferimenti ad Afragola e Acerra — e contatti che si estenderebbero anche in parte della provincia di Avellino.

I fermati sono Daniele Augusto, Bernardo Cava, Luca e Matteo Covone, Christian Della Valle, Ciro Guardasole, Eduardo Polverino e Giovanni Tarantino.

 I killer ripresi in diretta dalle telecamere

L’agguato, secondo quanto ricostruito dalla Procura antimafia, sarebbe avvenuto mentre Colalongo era in sella al suo scooter: una moto di grossa cilindrata con due persone in sella lo avrebbe affiancato, costringendolo alla caduta, per poi aprire il fuoco. Gli investigatori descrivono un’esecuzione particolarmente violenta, con colpi esplosi verso zone vitali e ulteriori spari quando la vittima era già a terra.

Le fasi dell’azione, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero state riprese da telecamere presenti nella zona, acquisite agli atti dell’indagine.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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Commenti (1)

E’ un fatto molto gravi quello che è succeduto a Scisciano, non si capisce come sia possibile che in una zona così popolata ci siano ancora omicidi di questo tipo. Spero che le autorità facciano il loro lavoro bene e trovino la verità.

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