

Le proteste a Bagnoli
Napoli– L’alba di Bagnoli si è accesa stamattina con la protesta della “Rete No America’s Cup”. Dalle ore 5:00, un presidio di manifestanti ha paralizzato lo snodo tra via Diocleziano e via Enea, attuando un blocco stradale selettivo mirato a impedire l’accesso ai mezzi pesanti diretti ai cantieri della prestigiosa competizione velica.
A differenza dei camion carichi di materiali, le auto dei residenti e dei lavoratori sono state lasciate transitare, segno di una strategia volta a colpire la logistica delle grandi opere senza alienarsi il sostegno della cittadinanza.
Al centro della contestazione vi è la gestione burocratica e ambientale del progetto: secondo gli attivisti, i lavori sarebbero partiti in assenza di una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e senza un piano certo per lo smantellamento delle strutture al termine delle regate.
Le preoccupazioni non riguardano solo la tutela del paesaggio, ma anche la sicurezza civile. I residenti sottolineano come l’incremento massiccio del traffico pesante pesi su un’area già classificata come “zona rossa” e duramente colpita dalla crisi bradisismica. “Si sono sottratti a ogni confronto con la popolazione”, denunciano i portavoce del movimento, che lamentano una totale mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni locali e degli organizzatori.
La tensione nel quartiere flegreo è destinata a crescere. Il presidio di questa mattina rappresenta infatti solo il primo passo di una stagione di proteste che culminerà nella mobilitazione generale già indetta per il prossimo 7 febbraio.