

Nella foto, un particolare della vicenda.
Violenza, bullismo e razzismo tornano a mostrare il loro volto più inquietante ad Afragola, dove tre giovanissimi hanno inseguito un uomo di origine straniera in una piazza deserta, arrivando a lanciargli contro un bidone. Una scena che chi ha assistito non è riuscito a fermare, ma ha avuto il coraggio di documentare e segnalare, rompendo il silenzio che spesso avvolge episodi simili.
L’aggressione, avvenuta in pieno giorno, racconta un clima sempre più preoccupante, in cui l’assenza di presìdi educativi e sociali lascia spazio alla sopraffazione e all’odio gratuito. Non una semplice bravata, ma un gesto che ha generato paura e senso di impotenza, trasformando una piazza in un luogo di intimidazione.
Sull’episodio sono intervenuti il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il responsabile territoriale di Europa Verde Salvatore Iavarone. “Quello che accade ad Afragola non è un fatto isolato ma l’ennesima spia di un degrado culturale che colpisce soprattutto i più giovani”, afferma Borrelli. “Quando bambini e adolescenti insultano, minacciano e umiliano una persona per il colore della pelle o per la sua condizione, magari al solo scopo di divertirsi, significa che qualcuno ha fallito prima: la famiglia, le istituzioni, lo Stato. Non possiamo pretendere che i cittadini intervengano mettendo a rischio la propria incolumità, ma è fondamentale continuare a denunciare”.
Sulla stessa linea Iavarone, che richiama la comunità alle proprie responsabilità. “Chi ama Afragola non la difende negando l’evidenza, ma affrontando i problemi. Il razzismo, il bullismo e la violenza tra minori non si combattono con l’indignazione a giorni alterni o con i commenti sui social, ma con politiche educative serie, presenza sul territorio e sostegno alle scuole e alle famiglie. Non possiamo accettare che una persona abbia paura di intervenire perché sola in una piazza deserta: questa è una sconfitta per tutti”.
“Esprimiamo solidarietà alla vittima e a chi ha avuto il coraggio di segnalare quanto accaduto”, concludono Borrelli e Iavarone. “Afragola non è questa, ma diventerà una città migliore solo quando smetteremo di voltarci dall’altra parte e inizieremo a prenderci tutti la responsabilità di ciò che accade”.