Crediti d’imposta falsi e compensazioni indebite: la Guardia di Finanza smantella un sistema di frode che coinvolge professionisti e imprese tra Lazio, Campania ed Emilia.
Piacenza, 5 novembre 2025 – Un sistema articolato di false compensazioni fiscali, crediti d’imposta “fantasma” e società di comodo create per ingannare l’Erario. È questo il quadro emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Piacenza, che su delega della Procura della Repubblica ha eseguito un sequestro preventivo di beni per oltre 5 milioni di euro nei confronti di tre principali indagati – un professionista romano, un amministratore di fatto di una società piacentina e un terzo soggetto – ritenuti responsabili di truffa aggravata e indebita compensazione.
L’inchiesta, che vede coinvolti complessivamente 13 indagati, tra rappresentanti legali e amministratori di dieci imprese con sedi in Lazio e Campania, ha svelato un meccanismo fraudolento ben strutturato e finalizzato a ottenere indebiti vantaggi fiscali in danno dello Stato.
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Il sistema dei crediti d’imposta “fasulli”
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Piacenza, il professionista al centro del sistema avrebbe ideato un meccanismo di creazione di crediti d’imposta inesistenti, riferiti a presunti canoni di locazione di immobili commerciali e affitti d’azienda mai avvenuti.
Tali crediti, del tutto privi di fondamento, venivano “rivenduti” a catena attraverso una rete di società di comodo costituite ad hoc, per poi essere utilizzati in compensazione da imprese reali – tra cui una società piacentina attiva su tutto il territorio nazionale e titolare di appalti pubblici – al fine di ridurre o azzerare i propri debiti tributari.
L’utilizzo di soggetti interposti e passaggi fittizi di denaro aveva lo scopo di rendere più difficile l’individuazione del carattere illecito dei crediti, schermando le aziende beneficiarie finali da un eventuale coinvolgimento diretto.
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Flussi di denaro verso l’estero e legami con clan camorristici
Gli accertamenti finanziari hanno inoltre rivelato che le somme impiegate per “simulare” l’acquisizione dei crediti d’imposta venivano rapidamente dirottate su conti esteri, in particolare verso Paesi non collaborativi in materia di antiriciclaggio, come la Cina.
Alcune delle società destinatarie dei bonifici risultano riconducibili a prestanome con precedenti penali specifici e collegamenti con ambienti dell’organizzazione criminale casalese, conferendo alla frode anche un potenziale profilo di riciclaggio internazionale.
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Sequestrati beni di lusso e conti correnti
In esecuzione del provvedimento della Procura piacentina, le Fiamme Gialle hanno sequestrato crediti d’imposta non ancora monetizzati, conti correnti societari e personali, oltre a diversi beni immobili:
una villa in Costa Smeralda, ad Arzachena (SS);
quattro terreni e un box auto tra le province di Latina e Avellino;
disponibilità finanziarie riconducibili ai principali indagati.
Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 5 milioni di euro.
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La Guardia di Finanza: “Tutela dell’economia e delle risorse pubbliche”
L’operazione rappresenta, sottolinea il Comando Provinciale di Piacenza, un ulteriore passo nella tutela degli interessi economico-finanziari dello Stato e nella lotta alle frodi sui crediti d’imposta, strumento che negli ultimi anni è stato più volte oggetto di abusi.
«Il contrasto alle frodi fiscali – evidenzia la Guardia di Finanza – è essenziale per garantire che le risorse pubbliche destinate a sostenere famiglie e imprese vadano realmente a chi ne ha diritto, favorendo la crescita produttiva e occupazionale del Paese».
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Commenti (1)
E’ strano che ci siano persone che riescono a fare queste cose, i crediti d’imposta falsi sono un problema grave per l’economia. Mi chiedo come sia possibile che le autorità non se ne siano accorte prima.