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Como, Fabregas mastica amaro: “Quando giochiamo così bene bisogna vincere”

Soddisfazione presente, ma ci sono margini di miglioramento.
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NAPOLI – Soddisfatto, ma non del tutto. Cesc Fabregas esce dal “Maradona” con la consapevolezza che il suo Como ha fatto un’altra grand prestazione, ma anche con il rammarico per non averla trasformata in un successo. Lo 0-0 contro il Napoli vale un punto pesante, ma per il tecnico spagnolo poteva essere qualcosa in più.

“Quando giochi così devi vincere – ha dichiarato ai microfoni di Dazn –. Abbiamo fatto un altro passo avanti contro i campioni d’Italia. Non ho visto nessuna squadra pressare il Napoli in questo modo, specialmente qui al Maradona. I miei ragazzi mi hanno emozionato”.

Fabregas, alla guida di una delle squadre più giovani del campionato, rivendica con orgoglio la filosofia del suo progetto: “Abbiamo investito su dei ragazzini e questo mi rende felice. È raro vedere una società in Europa che punti davvero sui giovani. Siamo una famiglia, tutti coinvolti, tutti disposti a dare di più. La fame deve restare alta, perché il margine di crescita è enorme”.

“Conte? È un allenatore molto passionale, si è evoluto tantissimo rispetto a quando eravamo al Chelsea. È bravissimo e continua a migliorare, gestendo bene tutte le dinamiche. Il buon allenatore si vede dall’identità della squadra più che dai risultati”, ha concluso Fabregas.

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Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.

L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.

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La notte del Maradona entra nella storia del Como, ma Cesc Fabregas evita che l’euforia prenda il sopravvento. Dopo la qualificazione in semifinale di Coppa Italia conquistata ai rigori contro il Napoli, l’allenatore spagnolo celebra l’impresa e allo stesso tempo riporta subito l’attenzione sugli obiettivi imminenti. «È un traguardo storico per il Como e un momento molto bello», ha dichiarato, senza però perdere di vista il calendario. «Ora ci aspetta una partita molto importante sabato. Sarà dura per i ragazzi mettere da parte l’adrenalina, ma dobbiamo tenere l’euforia per il finale di stagione. Bisogna lavorare ancora a testa bassa».

Fabregas analizza la gara con lucidità, riconoscendo pregi e limiti della sua squadra. «Nel primo tempo abbiamo fatto abbastanza bene. Nel secondo, invece, ci sono state diverse cose da migliorare», ha spiegato, sottolineando come la strategia fosse studiata anche in base alla qualità dell’avversario. «Non siamo venuti qui, però, solo a difendere, anche se abbiamo fatto una partita un po’ diversa. Non abbiamo pressato alto come al solito, perché queste grandi squadre riescono ad infilarti».

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Sarà il Como ad affrontare l’Inter nella semifinale di Coppa Italia. Al Diego Armando Maradona i lariani eliminano il Napoli al termine di una interminabile serie di calci di rigore, chiusa sul 7-6 dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari. Decisiva la parata di Butez sull’ultimo tiro dal dischetto di Lobotka, che spegne il sogno azzurro e regala alla squadra di Fabregas un traguardo storico.

La partita era stata bloccata per lunghi tratti, con le due squadre attente più a non scoprirsi che a colpire. A rompere l’equilibrio è stato un episodio al 36’, quando Smolcic è finito a terra in area dopo un contatto con Olivera. L’arbitro Manganiello ha indicato il dischetto e Baturina non ha sbagliato, firmando lo 0-1 con freddezza. Nel finale di tempo il Napoli ha protestato per un intervento su Hojlund al limite dell’area, ma il direttore di gara ha lasciato correre.

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Commenti (1)

Ho letto l’articolo e mi sembra che Fabregas abbia ragione, ma a mio avviso la squadra deve fare di piu per vincere. Un pareggio contro il Napoli è buono, ma non sufficiente per crescere. Serve piu determinazione.

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