Chiese dimenticate di Napoli: 5 luoghi sacri da scoprire

Quando si pensa a Napoli, spesso vengono in mente il Vesuvio che domina il Golfo, i vicoli del centro storico, il presepe, il fermento popolare e le grandi chiese iconiche come il Duomo, Santa Chiara, San Domenico Maggiore.
Ascolta questo articolo Riproduci la versione audio
Ascolta
Caricamento in corso...
SEZIONE 2 DI 3

Le origini: luogo e denominazione

La chiesa e il complesso conventuale furono fondati tra il 1339 e il 1343, grazie al dono del nobile Gualtiero Galeota all’ordine degli Agostiniani, con la condizione che fosse dedicata a San Giovanni Battista.
Il nome “Carbonara” deriva dal fatto che l’area su cui sorgeva era nota come “Ad Carbonetum” o “Carbonarius”, un luogo fuori dalle mura dove venivano smaltiti i rifiuti e il carbone.

L’edificio fu completato, ampliato e decorato nel corso del XV secolo, in particolare per volontà di re Ladislao d’Angiò-Durazzo, che volle trasformarlo in una sorta di pantheon dinastico per gli Angioini.

Architettura, accessi e decorazioni

Una delle caratteristiche più scenografiche è lo scalone monumentale a tenaglia, concepito nel Settecento dall’architetto Ferdinando Sanfelice per collegare la quota stradale all’ingresso degli ambienti sacri sottostanti.

L’ingresso principale è un portale gotico del Quattrocento, mentre l’interno è impostato su una pianta a croce latina con una sola navata centrale e cappelle laterali (due per lato), oltre a una cappella nella controfacciata (Cappella Somma) e la Cappella Caracciolo del Sole alle spalle dell’abside.

Tra le opere più note vi è il monumento funebre di re Ladislao, con imponenti figure allegoriche, scolpito da Andrea da Firenze tra il 1414 e il 1420. Il monumento culmina con la statua equestre del re e costituisce un passaggio stilistico tra il gotico e il Rinascimento.

Nella Cappella Caracciolo del Sole si trova il monumento di Sergianni Caracciolo, celebre amante della regina Giovanna II, con sculture di derivazione fiorentina e influenze lombarde.

Tra gli altri elementi notevoli, si ricordano affreschi della scuola lombarda (come quelli di Leonardo da Besozzo nella lunetta del portale), il celebre dipinto della Crocifissione di Vasari commissionato da Seripando, e cappelle gentilizie (Caracciolo di Vico, Somma, Miroballo) con ricche decorazioni rinascimentali.

Con il passare del tempo, il complesso ha sofferto modifiche e fasi di restauro che ne hanno alterato alcune parti, ma la grandiosità della concezione originaria e le stratificazioni artistiche fanno di San Giovanni a Carbonara un must per chi cerca luoghi sacri da scoprire a Napoli con un’anima storica profonda.

Chiesa di Santa Maria della Stella

Tra le chiese dimenticate Napoli, la Chiesa di Santa Maria della Stella è un gioiello che racconta fermenti religiosi, trasformazioni architettoniche e tragedie che l’hanno segnata. È situata in Piazzetta Stella, nel quartiere che porta lo stesso nome.

La chiesa fu fondata nel 1571 per custodire un’immagine della Vergine, precedentemente collocata presso Porta San Gennaro, su un colle che dominava il vallone della Sanità. Successivamente l’ordine dei Minimi acquisì l’edificio e lo fece ricostruire a partire dal 1587 su progetto di Domenico Fontana. Nei decenni successivi vi furono numerosi rimaneggiamenti, specialmente nel XVII secolo: la facciata in piperno e marmo fu iniziata da Bartolomeo Picchiatti e ultimata nel 1734 da Domenico Antonio Vaccaro.

Un evento tragico segnò la chiesa: nel 1944 un incendio distrusse gran parte della decorazione interna e danneggiò opere preziose. Alcune opere andarono perdute, ma il restauro successivo recuperò e reimpiegò elementi artistici provenienti da altre chiese distrutte.

Il complesso include anche l’ex-convento: in seguito alla soppressione degli ordini religiosi (1861) grandi parti furono destinate a funzioni militari, come la Caserma Podgora.

Argomenti
Segui Cronache della Campania Canali ufficiali
Commenti (1)

L’articolo parla di chiese dimenticate a Napoli, e sono luoghi che non si vedono spesso nelle guide turistiche. Però ci sono molte storie e opere d’arte che meritano di essere scoperte, anche se non sempre sono facili da trovare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ultime Notizie

Leggi tutte le notizie

Primo piano