Virus West Nile in Italia, 145 casi. La Campania regione con più decessi

Roma – Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha assicurato che la diffusione del virus West Nile in Italia è “sotto controllo”, sebbene i casi confermati abbiano già raggiunto quota 145, con 12 decessi. Durante un’informativa al Senato, Schillaci ha illustrato i dati nazionali e le misure di prevenzione, sottolineando che la situazione è in linea con gli anni precedenti.

I numeri dell’epidemia

Le regioni più colpite sono:

Lazio (93 casi, 4 decessi)
Campania (24 casi, 7 decessi)
Veneto (14 casi)
Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna e Puglia (casi sporadici)
Dei 145 contagi, 59 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (la più grave), 75 come febbre e 10 sono stati rilevati in donatori asintomatici di sangue.

Allerta trasfusioni: stop per chi soggiorna in zone a rischio

Il Centro nazionale sangue ha inserito 31 province in una lista di sorveglianza speciale, tra cui Milano, Roma, Napoli, Latina, Bologna e Caserta. Chi ha soggiornato anche solo una notte in queste aree dovrà sottoporsi al test NAT (in grado di rilevare il virus in fase precoce) prima di donare sangue, oppure attendere 28 giorni.

Le misure di prevenzione

Schillaci ha ricordato l’importanza di:

Repellenti anti-zanzare
Zanzariere
Abbigliamento coprente
Eliminare i ristagni d’acqua (dove le zanzare si riproducono)
Una delegazione del Ministero visiterà Latina e Caserta per coordinare le azioni con le autorità locali.

Focus Campania e Caserta: sette vittime e allerta disinfestazione

La Campania è la seconda regione più colpita, con 24 casi e 7 decessi, concentrati soprattutto nella provincia di Caserta. Un caso è stato registrato anche in un paziente proveniente dal Lazio, segno della circolazione interregionale del virus.

Cosa sta facendo la Regione?

Monitoraggio intensificato su zanzare e uccelli selvatici (serbatoi naturali del virus).
Disinfestazioni straordinarie, soprattutto nelle aree rurali e periurbane.
Screening sui donatori di sangue, dato il rischio (seppur raro) di trasmissione tramite trasfusioni.
Perché la situazione è preoccupante?

Il tasso di mortalità in Campania è il più alto d’Italia (29% dei decessi totali), un dato che potrebbe essere legato a:

Ritardi nella diagnosi (i sintomi gravi compaiono dopo giorni di febbre).
Presenza di pazienti anziani o con patologie pregresse (più vulnerabili).
Le autorità sanitarie campane stanno lavorando a stretto contatto con il Ministero per evitare un’ulteriore diffusione, ma l’allerta rimane alta.

Primo caso in Sardegna: anziano positivo a Oristano

Un uomo di 72 anni, con patologie pregresse, è risultato positivo al West Nile ed è ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano. La Asl ha avviato disinfestazioni urgenti e un’indagine epidemiologica per tracciare possibili altri contagi.

Conclusioni: rischio sotto controllo, ma servono precauzioni

Le autorità ribadiscono che non c’è un’emergenza nazionale, ma la situazione richiede attenzione, soprattutto nelle zone più colpite. Con l’estate ancora in corso, il picco potrebbe non essere ancora stato raggiunto.

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A. Carlino

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