Campania

Il vescovo di Acerra tuona contro gli incendi: “Criminali! Quali oscuri interessi dietro il rogo del Vesuvio?”

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Un grido di dolore e rabbia si è levato dall’altare della Basilica di Santa Maria a Pugliano, a Ercolano, all’alba della festa dell’Assunta. Monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e figlio di questa terra, ha parlato davanti ai fedeli e alle autorità di uno scempio che si ripete, paragonando il rogo dei giorni scorsi a quello devastante di otto anni fa.

“Criminali! Disonesti!”, ha tuonato, indicando con “ragionevole certezza” la matrice dolosa dell’incendio che ha ferito il Vesuvio. Ha ringraziato le forze impegnate nello spegnimento e ammonito la politica, accusando leggi e strumenti di essere ancora troppo deboli per fermare simili tragedie. Per Di Donna, non si tratta soltanto di un reato, ma di un “peccato gravissimo contro il Creato”: la terra non è nostra, ha ricordato, è di Dio, e chi la devasta lascia in eredità alle nuove generazioni un deserto.

Il Vesuvio, ha sottolineato, non è solo un vulcano o una cartolina, ma una risorsa vitale, difesa naturale da frane e alluvioni, patrimonio di cultura e storia. “Facile distruggere un albero in pochi attimi, ma quanti anni ci vogliono per farlo ricrescere?”, ha chiesto, domandandosi quali

oscuri interessi si nascondano dietro questo e altri incendi che in queste settimane stanno consumando il territorio.

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Vincenzo Scarpa

Vincenzo Scarpa, Giornalista Pubblicista per Cronache della Campania e Studente di Scienze Politiche all'Università di Napoli Federico II. Appassionato di qualsiasi tipo di sport, ama scrivere e parlare principalmente di calcio

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Vincenzo Scarpa