Arresti per frodi legate all'immigrazione clandestina
Roma – Prosegue senza sosta l’azione di contrasto all’immigrazione clandestina su tutto il territorio nazionale. Nelle ultime settimane, diverse operazioni delle forze dell’ordine hanno portato alla luce un sistema diffuso e ben organizzato di frodi documentali, falsi contratti di lavoro e mazzette per favorire l’ingresso illegale di migranti in Italia.
L’ultima maxi operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia di Stato, ha condotto all’arresto di 10 persone, tra cui 9 stranieri, e al controllo di 1.418 soggetti, con un focus specifico sui permessi di soggiorno rilasciati attraverso le procedure del “decreto flussi”.
167 imprese e abitazioni controllate,
100 casi con anomalie documentali riscontrate,
135 stranieri sotto verifica per presunta irregolarità nel soggiorno,
65 italiani e 27 stranieri, tutti datori di lavoro, segnalati all’Autorità giudiziaria o al centro di ulteriori indagini.
Secondo quanto emerso, diversi gruppi criminali avrebbero costruito un vero e proprio mercato illecito attorno alla richiesta di ingresso legale in Italia, sfruttando le fragilità del sistema e le aspettative dei migranti. Le tariffe per una “pratica” irregolare oscillavano tra i 1.000 e i 5.000 euro, e i proventi illeciti complessivi supererebbero il mezzo milione di euro.
falsi contratti di lavoro,
domicili fittizi o inesistenti, talvolta usati decine di volte come presunte residenze,
attestazioni di soggiorno false,
servizi di intermediazione illecita.
L’operazione ha coinvolto le Squadre Mobili di oltre 25 province – tra cui Milano, Torino, Napoli, Bologna, Bari, Reggio Calabria, Foggia e Prato – con il supporto dei Reparti prevenzione crimine e degli Uffici Immigrazione delle Questure.
un italiano è ricercato per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,
uno straniero è ricercato a livello internazionale per omicidio,
altri due sono stati arrestati per spaccio,
uno per rapina,
altri per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale,
e un soggetto risulta ricercato per violazione del divieto di reingresso in Italia.
Le indagini stanno ora approfondendo le connessioni tra i soggetti coinvolti e reti criminali organizzate, in particolare quelle attive lungo la rotta balcanica, da cui continua a transitare un flusso costante di migranti irregolari.
Questa operazione si inserisce in un quadro più ampio: nelle ultime settimane, le forze dell’ordine hanno intensificato gli sforzi per smantellare i meccanismi fraudolenti legati all’immigrazione clandestina, mettendo sotto la lente d’ingrandimento datori di lavoro compiacenti, agenzie fittizie e vere e proprie cellule criminali dedite al traffico di esseri umani.
Un segnale forte dello Stato contro le infiltrazioni illegali nei canali ufficiali di ingresso, ma anche un campanello d’allarme su un fenomeno che, oltre a violare le leggi sull’immigrazione, mette in pericolo la dignità e la vita dei migranti stessi.
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L'operazione contro immigrazione clandestina è importante, ma ci sono molte complicazioni. Serve più attenzione per fermare frodi e garantire diritti a migranti. La polizia deve fare di più per verificare i documenti e controllare i datori lavoro.