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Il “sistema Sorrento”, l’ex sindaco e il “sensitivo” parlavano con cellulari “canarini”

Viaggi, gioielli e mazzette: 16 arresti, coinvolti l’ex sindaco Massimo Coppola, consiglieri e funzionari comunali oltre a imprenditori
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Ecco il “Sistema Sorrento” : viaggi, orologi e lusso con i soldi delle tangenti, 16 Arresti.
L’ex sindaco Massimo Coppola e il suo “alter ego” Lello il sensitivo al centro di un’inchiesta su appalti truccati per 35 milioni di euro. Un imprenditore minacciò il suicidio per le richieste estorsive. Un’associazione usata come bancomat personale.

E’ questa la sintesi dell’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, che ieri ha scoperchiato un vasto e ramificato sistema di corruzione che avrebbe consentito all’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e ai suoi complici di gestire appalti pubblici per un valore di 35 milioni di euro, inclusi fondi PNRR e FESR.

Un quadro inquietante che emerge dalle indagini, illustrate dal procuratore Nunzio Fragliasso in una conferenza stampa con i vertici regionali e provinciali delle Fiamme Gialle.

La disperazione dell’imprenditore e i primi arresti

L’inchiesta aveva preso le mosse dalla denuncia di un imprenditore, talmente esasperato dalle continue richieste di tangenti da aver persino meditato il suicidio, prima di decidere di “vuotare il sacco” e denunciare il sistema.

Fu proprio grazie a questa testimonianza che, lo scorso maggio, scattò l’arresto in flagranza di Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio, colti mentre intascavano una mazzetta.

Ieri, la Guardia di Finanza ha notificato un decreto di perquisizione e proceduto a 16 arresti, di cui 11 in carcere e 5 ai domiciliari. Oltre a Coppola e Di Maio, le misure cautelari hanno colpito un ex consigliere, funzionari e dirigenti comunali, e diversi imprenditori. I reati contestati vanno dalla corruzione al peculato, fino alla turbata libertà degli incanti.

“Lello il Sensitivo”: l’Alter Ego del sindaco e il tesoro nascosto

Figura centrale dell’inchiesta è Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo“. Descritto dal GIP nell’ordinanza come l’alter ego di Coppola, Guida si presentava agli imprenditori addirittura come vicesindaco, forte di una presunta “autoinvestitura astrale”.

Era lui la persona di fiducia a cui il sindaco si affidava per la gestione delle operazioni illecite. Gli investigatori lo ritengono il vero “cassiere” delle mazzette: già nella prima fase dell’inchiesta, nel suo tavolo da biliardo furono rinvenuti 167mila euro in contanti, considerati la “riserva” delle tangenti.

Guida, secondo l’accusa, avrebbe gestito, con il pieno consenso del primo cittadino, una macchina amministrativa parallela, improntata a logiche affaristiche. “Io faccio la politica” è una delle frasi intercettate attribuite al “sensitivo”, che avrebbe di fatto dettato la linea politico-amministrativa a Sorrento, con l’amaro commento del procuratore Fragliasso che la gestione di una città “nota in tutto il mondo era in parte affidata ad un sensitivo”.

I “Canarini”: cellulari criptati e linguaggio da clan

Per comunicare liberamente di appalti e tangenti, Coppola e “Lello il sensitivo” utilizzavano cellulari dedicati, chiamati “canarini”, dotati di SIM intestate a extracomunitari inesistenti.

Questi dispositivi, attivati dall’ex sindaco in un esercizio di fiducia a Sorrento, permettevano conversazioni disinvolte, mentre sulle utenze normali veniva usato un linguaggio criptato. Una modalità che, per il GIP, “sono tipiche delle consorterie criminali” e che, intercettate dalle Fiamme Gialle grazie a tecnologie all’avanguardia, hanno fornito “un’ulteriore prova degli accordi corruttivi”.

Il sindaco avrebbe intascato una quota che poteva arrivare fino al 10% del valore totale dell’appalto, piegando la sua funzione pubblica al tornaconto personale e arrecando “danni al buon andamento della pubblica amministrazione”.

“La Fenice”: l’associazione bancomat e le spese folli

L’inchiesta ha rivelato un altro tassello del “sistema”: l’associazione “La Fenice”, intestata a un prestanome del sindaco ma di fatto a lui riconducibile.

In questa associazione confluivano soldi pubblici, erogati per attività “autoassegnate” e poi usati per scopi personali: vacanze (anche una con la famiglia Guida), beni di lusso, orologi preziosi e viaggi, per un totale di 34mila euro pagati con la carta collegata al conto dell’associazione.

Tra gli appalti finiti nel mirino: le poltroncine per il teatro Tasso, il restyling delle strade, l’illuminazione pubblica, la manutenzione e la gestione di eventi.

Un modus operandi che, come sottolineato dal procuratore, non avrebbe potuto esistere senza la complicità di funzionari comunali “disponibili ad assecondare il sindaco nell’affidamento degli appalti” e di membri delle commissioni aggiudicatrici “proni” alle sue sollecitazioni.

La scelta di non procedere con interrogatori preventivi è stata dettata dalla necessità di evitare il “pericolo di inquinamento delle prove”.

Durante le perquisizioni ai 26 indagati complessivi, sono stati sequestrati quasi 50mila euro in contanti. L’inchiesta, in fase di ampliamento, si sta ora concentrando anche sui riferimenti, emersi dalle intercettazioni, a pagamenti di mazzette per accaparrarsi lavori e appalti anche in altri comuni.

Gli indagati colpiti da ordinanza cautelare

In carcere:

  • Massimo Coppola – ex sindaco di Sorrento

  • Raffaele Guida – “Lello il sensitivo”, fiduciario del sindaco

  • Francesco Di Maio – collaboratore di Coppola

  • Vincenzo Sorrentino – ex consigliere comunale e commercialista

  • Filippo Di Martino – capo dell’Ufficio Tecnico comunale

  • Luigi Desiderio – funzionario comunale

  • Gennaro Esposito – tecnico

  • Danilo Amitrano – rappresentante dell’associazione “La Fenice”

  • Vincenzo Rescigno – progettista

  • Aniello Vanacore (1) – imprenditore

  • Aniello Vanacore (2) – imprenditore

Ai domiciliari:

  • Mario Parlato – imprenditore

  • Luigi Todisco – imprenditore

  • Raffaele Guarino – imprenditore

  • Alessandro Di Domenico – imprenditore

  • Michele Zambelli – imprenditore

  • Luigi Di Palo – imprenditore

Totale: 16 arresti su 26 indagati complessivi.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati quasi 50mila euro in contanti.

Il sistema, ha evidenziato il procuratore, non avrebbe potuto funzionare senza la complicità di tecnici e funzionari comunali, sempre pronti ad assecondare le volontà del sindaco nell’assegnazione degli appalti. Le commissioni aggiudicatrici, ha aggiunto, erano “prone” alle sue indicazioni.

Possibili sviluppi in altri Comuni

Durante le intercettazioni, sono emerse conversazioni che farebbero riferimento al pagamento di tangenti anche per appalti in altri Comuni. Un filone, questo, su cui ora si concentrano ulteriori approfondimenti da parte degli investigatori.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Articolo pubblicato da Rosaria Federico il giorno 16 Luglio 2025 - 06:40

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Commenti (1)

Questo articolo mostra un aspetto molto preoccupante della corruzione in Italia. La gestione degli appalti pubblici è fondamentale per il bene comune, ma sembra che ci siano molte persone disposte a compromettere l’integrità per guadagni personali. Sarebbe interessante sapere quali misure si intendono adottare per prevenire simili situazioni in futuro.

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