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Disastro Ambientale a Sassinoro: veleno nel torrente, strage di trote 

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Sassinoro – Un grave disastro ambientale ha colpito il comune di Sassinoro, nel Beneventano, dove il torrente Sassinora è stato contaminato da sostanze tossiche non ancora identificate.

La devastazione è stata immediata e totale: un intero allevamento di trote, situato tra Morcone e Sassinoro, è stato completamente distrutto. Le acque, da cristalline, sono diventate nere e irrespirabili, propagando l’inquinamento a valle, verso il fiume Tammaro e la strategica diga di Campolattaro, un’infrastruttura su cui la Regione Campania ha investito ingenti risorse per la potabilizzazione.

Il depuratore in crisi e l’ombra degli scarichi illegali

Le prime verifiche indicano che l’origine del disastro sarebbe legata al danneggiamento del depuratore comunale, che è andato in crisi a causa della presenza di sostanze anomale e incompatibili con la sua capacità di trattamento. Il forte sospetto è che tali sostanze provengano da scarichi industriali non autorizzati nell’area PIP (Piano Insediamenti Produttivi), puntando il dito contro attività illegali che operano nell’impunità.

Sotto sequestro lo scarico sospetto

Sul luogo dell’emergenza sono immediatamente intervenute le forze dell’ordine e l’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania). I tecnici hanno già prelevato campioni d’acqua per effettuare analisi di laboratorio che permetteranno di identificare le sostanze tossiche e la loro concentrazione. Parallelamente, è stato sequestrato lo scarico ritenuto sospetto, un passo cruciale per risalire alla fonte dell’inquinamento.

Il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, allertato da cittadini e attivisti locali, ha espresso parole durissime: “Siamo davanti a un episodio gravissimo, l’ennesima violenza contro l’ambiente e il nostro sistema idrico.

È inaccettabile che impianti pubblici vengano messi in ginocchio da scarichi illegali, e che allevamenti onesti subiscano perdite devastanti per colpa di chi agisce nell’illegalità e nell’impunità. Mi aspetto il massimo impegno della magistratura e dell’Arpac per individuare in tempi rapidi i responsabili. Ci costituiremo parte civile, se verrà accertato il dolo.”

Borrelli ha poi sottolineato la gravità delle potenziali conseguenze: “Il danno ambientale, economico e potenzialmente sanitario va monitorato con estrema attenzione: parliamo di acque che alimentano un bacino idrico strategico per la Regione. Chiederò subito un aggiornamento formale all’Arpac e un intervento urgente dell’Assessorato all’Ambiente.”

La preoccupazione del sindaco e la richiesta di collaborazione

Il sindaco di Sassinoro, Luca Apollonio, ha parlato di tempi lunghi per il ripristino del depuratore, stimando almeno 90 giorni per il ritorno alla normalità. Ha inoltre chiesto la piena collaborazione istituzionale per contenere i danni e impedire che episodi simili possano ripetersi.

“Serve un piano di controllo e prevenzione su tutti gli impianti industriali a monte dei principali corsi d’acqua,” ha concluso il deputato Borrelli. “La Campania non può permettersi di vedere compromesse le proprie risorse idriche per colpa di pochi criminali ambientali.” L’episodio di Sassinoro riaccende il faro sulla fragilità degli ecosistemi e sulla necessità impellente di controlli stringenti contro chi, per profitto, non esita a compromettere la salute dell’ambiente e dei cittadini.

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Commenti (1)

E’ preoccupante quello che succede a Sassinoro, non si può permettere che scarichi illegali danneggiano la natura. Le autorità devono fare qualcosa di urgente per fermare questa situazione, è inaccettabile vedere le acque contaminate.

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