L’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta è temporaneamente sospesa. La motivazione? La carenza di ginecologi non obiettori, dopo le dimissioni dell’unico specialista disponibile.
Ma la garanzia arriva dal direttore generale della struttura, Gaetano Gubitosa: «Dal 1° luglio il servizio verrà riattivato, per poi tornare a regime a settembre».
Gubitosa spiega che un nuovo ginecologo non obiettore è stato assunto il 15 giugno, mentre altri due arriveranno a settembre. «Così potremo garantire il servizio in modo stabile», assicura. Ma nel frattempo, le donne che necessitano di un’IVG dovranno rivolgersi ad altre strutture, con disagi e ritardi che hanno già scatenato polemiche.
La sospensione ha mobilitato partiti e associazioni. PD, M5S, Partito Socialista Italiano, Sinistra Italiana, Caserta Decide e Speranza per Caserta hanno chiesto un incontro urgente con la direzione ospedaliera.
In una nota congiunta, denunciano: «Questa criticità non è frutto del caso, ma della mancanza di programmazione. Esistono soluzioni, come il ricorso a personale esterno qualificato, previste dal SSN. Non si può tollerare che i diritti delle donne vengano negati per inefficienze gestionali».
Il caso riaccende il dibattito sull’accesso all’aborto in Italia, dove l’obiezione di coscienza tra i medici supera il 60%. Se da un lato la legge 194 garantisce il diritto all’IVG, dall’altro la sua applicazione concreta dipende dalla disponibilità di personale. E quando questo manca, le donne pagano il prezzo più alto.
Ora la palla passa all’ospedale di Caserta: luglio sarà la prova del nove. Ma la domanda resta: perché servono mesi per garantire un diritto fondamentale?
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Commenti (1)
La notizia sull’IVG a Caserta è molto preoccupante. Anche se hanno detto che il servizio ripartira, le donne già stanno soffrendo per questa situazione, e mi chiedo se sia normale dover aspettare tanto per un diritto così importante.