Una rete capillare e redditizia di streaming illegale è stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Lecce, che ha denunciato quattro persone e identificato oltre 2.300 utenti finali, residenti in 81 province italiane, che accedevano ai contenuti pirata tramite il sistema Iptv, meglio noto come “pezzotto”. L’operazione, coordinata dalla Procura del capoluogo salentino, ha colpito il cuore di un giro d’affari da oltre mezzo milione di euro.
Il centro dello smistamento illegale del segnale, che consentiva la visione in diretta di eventi sportivi e altri contenuti pay tv a pochi euro al mese, era attivo proprio a Lecce. Le indagini, condotte con il supporto del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma, hanno portato al sequestro preventivo di cinque immobili, due automobili (una delle quali d’epoca) e circa 60.000 euro in contanti, riconducibili al principale indagato.
Gli inquirenti hanno documentato un’attività strutturata, in grado di raggiungere migliaia di utenti attraverso pagamenti tracciati su carte prepagate e sistemi digitali. Proprio grazie a queste informazioni, bancarie e non, è stato possibile risalire con precisione all’identità di ogni fruitore del servizio. A tutti è stato notificato un verbale di accertamento per violazione dei diritti d’autore, con aggravanti in caso di recidiva.
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L'operazione da parte della Guardia di Finanza è stata molto importante per combattere l'illegalità che c'è nel settore dello streaming. È un problema che coinvolge molte persone e che merita attenzione da parte delle autorità competenti. Spero che questi sforzi continuino.