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Napoli, al via oltre 800 tirocini retribuiti per l’inclusione sociale: domande aperte

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Il Comune di Napoli ha aperto le candidature per oltre 800 tirocini di inclusione sociale destinati a cittadini in condizioni di fragilità economica. L’iniziativa, finanziata con il Fondo Povertà, mira a favorire l’autonomia personale e l’inserimento lavorativo attraverso esperienze concrete in azienda, con un’indennità mensile di 600 euro.

I tirocini sono rivolti a residenti tra i 16 e i 59 anni, con ISEE fino a 9.360 euro e presi in carico dai servizi sociali, inclusi beneficiari dell’Assegno di inclusione. Le attività si svolgeranno in imprese dei settori turismo, servizi, moda, eventi, edilizia e meccanica.

«È un’occasione concreta per accompagnare soggetti fragili verso un percorso di dignità e lavoro», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. L’assessore Chiara Marciani ha sottolineato l’obiettivo di colmare il divario tra competenze richieste e disponibili, rilanciando l’occupabilità nei settori trainanti del territorio.

Le domande possono essere presentate sulla piattaforma dedicata:
https://tirociniinclusionesociale.comune.napoli.it

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Doveva essere un pomeriggio di coriandoli e sorrisi, si è trasformato in uno dei ricordi più dolorosi per una famiglia. È accaduto a Ischia, durante la festa di Carnevale organizzata dal Comune in piazzetta San Girolamo, dove una bambina affetta da una grave disabilità cognitiva, epilessia severa e ritardo importante è stata insultata da un’altra madre davanti a decine di persone.

Secondo quanto raccontato dalla mamma della piccola, la bambina, che non parla ed esprime le emozioni in modo coerente con la propria condizione, stava vivendo la festa con entusiasmo. Quando è felice alza la voce, ride forte, accarezza chi le è vicino. Un modo di comunicare che sarebbe stato interpretato come una minaccia per il figlio di un’altra donna presente all’evento.

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Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 17:18 17:18

Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

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Commenti (1)

L’iniziativa sembra ben strutturata e util per tanti giovani che han bisogno di un aiuto per entrare nel mondo del lavoro. Spero che ci siano abbastanza posti disponibili per tutti quelli che ne hanno bisogno e che i requisiti non siano troppo stretti.

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