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Spalletti e De Laurentiis: “Il Sultano e il Contadino”, un rapporto irripetibile (e conflittuale)

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RiminiLuciano Spalletti riapre il capitolo Napoli nel suo nuovo libro, “Il paradiso esiste… Ma quanta fatica” (Rizzoli, in uscita a maggio), scritto con Giancarlo Dotto. E, durante un convegno a Rimini, l’ex tecnico campione d’Italia ha svelato retroscena sul complesso rapporto con Aurelio De Laurentiis.

Due mondi opposti

“Siamo due persone diverse e resteremo sempre diverse. È chiaro? Posso chiarirlo ancora di più”, ha detto Spalletti, a quasi due anni dall’addio. Nel libro, dedica un intero capitolo al presidente, intitolato “Il Sultano e il Contadino”: da una parte De Laurentiis, “autorità assoluta”; dall’altra lui, Spalletti, legato alla terra e alla sua Montaione.

Lo scudetto, la rottura e l’amore per Napoli

Nove mesi prima del trionfo, De Laurentiis aveva promesso: “Spalletti resterà”. Ma l’allenatore, ormai, aveva già deciso di lasciare. Nonostante tutto, riconosce: “Abbiamo vissuto momenti bellissimi, indimenticabili, che rimarranno per sempre nella nostra storia. E io sarò sempre al suo fianco… in quella storia. Ma fuori, siamo e resteremo diversi”.

Napoli, invece, gli è rimasta nel cuore. “Io e Napoli? Qualcosa di incredibile. Ogni volta che vedevo la città addobbata per il sogno scudetto mi saliva la tensione: pensavo a cosa avrei detto se non ce l’avessimo fatta».

Sulla pelle porta il segno di quell’amore: il tatuaggio con lo scudetto e il simbolo del Napoli sull’avambraccio sinistro. Un sigillo indelebile su un’avventura destinata a restare nella storia del club e nel cuore dei tifosi.

Quel legame con la città, però, resta intatto. “Qualcosa di incredibile”, confessa Spalletti, che si è tatuato lo scudetto e il simbolo del Napoli. Ricorda le strade addobbate e le chiacchierate con i tifosi dalla sua Panda: «Urlavo “È presto!”,C’erano tifosi che mi riconoscevano e mi tenevano là per due ore, non c’era verso di liberarsi da questo abbraccio e da questo amore”.

Sulla pelle porta il segno di quell’amore: il tatuaggio con lo scudetto e il simbolo del Napoli sull’avambraccio sinistro. Un sigillo indelebile su un’avventura destinata a restare nella storia del club e nel cuore dei tifosi.

 

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