Etta torna sul palco di Sanremo con un nuovo brano che promette di scuotere il Festival. Dopo il successo del singolo controverso “Amadeus” dello scorso anno, l’artista presenta “Perché Sanremo è Sanremo”, un brano che mescola sonorità rock e punk. Prodotto da V_Rus per B Music Records e distribuito da ADA Music Italy – Warner Music Group, il pezzo si distingue come una delle poche voci alternative dell’evento.
Un Brano Irreverente
Il testo di “Perché Sanremo è Sanremo” affronta con ironia i retroscena del Festival, includendo temi di backstage, gossip e un riferimento al fenomeno del Fantasanremo. L’artista mantiene uno stile provocatorio, avanzando una critica al sistema e celebrando la spettacolarità che caratterizza l’evento.
Riferimenti e Parallelismi
Tra i riferimenti presenti nel brano, vi è un richiamo alla performance dei Placebo con Bryan Molko, evento iconico nella storia del Festival. Questo omaggio si presenta come una dichiarazione liberatoria, destinata a polarizzare l’opinione del pubblico. L’approccio visivo di quest’anno è altrettanto audace. Nel video musicale, l’artista è rappresentato come un supereroe in stile pop-rock, impegnato a “salvare il Festival”. La copertina del singolo enfatizza l’estetica pop legata a Sanremo.
L’artista dichiara: “Sanremo ha bisogno di energia, e il rock è energia pura. Con Perché Sanremo è Sanremo voglio far urlare, riflettere e sorridere. Perché, in fondo, Sanremo è di tutti, e io sono qui per ricordarlo a modo mio.” Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali durante la settimana di Sanremo, si preannuncia come uno dei più discussi di questa edizione del Festival.
È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni. La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei…
Tra l'entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. "Un Festival in Campania sarebbe bellissimo", ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.
La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.
Napoli- Andrea Settembre ha espresso la sua gioia dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2025 nella categoria Nuove Proposte. "Sono onorato, la prima parola è questa. Dopo Sanremo non ero ancora tornato nella mia bellissima città che mi è mancata tanto, vorrei abbracciare personalmente tutte le persone che mi hanno sostenuto durante questa esperienza.…
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