Un episodio violento ha scosso la periferia di Torino la sera di Capodanno, quando un uomo di 72 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. La causa scatenante pare risiedere nel comportamento del cane della vittima, il quale abbaiava e disturbava l’uomo.
Secondo quanto riportato dagli agenti, prima di aggredire la donna, già presente con un amico, l’uomo si sarebbe lamentato del rumore proveniente dall’animale. Le indagini rivelano che in passato si erano già verificati litigi tra l’anziano e la coppia a causa del cane.
Dopo l’aggressione, la donna è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove attualmente si trova ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. La Procura di Torino ha prontamente richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto dell’aggressore.
Si era presentato come un uomo delle istituzioni, pronto a “verificare” gioielli e denaro per conto del Tribunale. In realtà era l’atto finale di una truffa ben orchestrata che ha fruttato circa 70mila euro ai danni di due anziani coniugi torinesi. Per quei fatti, la polizia ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne napoletano, arrestato a Napoli dagli agenti del commissariato San Ferdinando su ordine del gip di Torino.
La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.
Torino – Le suore Immacolatine, che gestiscono l'istituto paritario di via Vestigné a Barriera di Milano dove lavora la vittima, hanno formalizzato una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro nei confronti della «gang» guidata dal tiktoker Don Alì (vero nome Alì Said), 24 anni, noto come il «re dei maranza». L'atto di…
I cani non sanno di essere diventati infrastruttura. Camminano, si fermano, annusano, cercano cibo. Intanto, le persone attorno controllano le mail, inviano messaggi, leggono notizie. La connessione arriva e se ne va come il cane stesso, senza promesse, senza abbonamenti, senza password.
È tecnologia che respira, che si muove, che non resta ferma su un palo. E qui nasce il primo cortocircuito emotivo: un animale che normalmente viene visto come un problema — randagismo, degrado, pericolo — diventa improvvisamente utile, centrale, persino necessario.
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