

Napoli. In un’operazione di routine, gli agenti della Polizia Penitenziaria di Napoli Poggioreale hanno scoperto e sequestrato sei telefoni cellulari, abilmente nascosti all’interno di una scarpa durante un colloquio con un detenuto. Questo ennesimo tentativo di introdurre dispositivi elettronici proibiti all’interno di una struttura carceraria sottolinea l’urgente necessità di rafforzare i controlli e adottare misure più severe.
“Nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale e al sovraffollamento, i nostri agenti continuano a svolgere un lavoro straordinario per garantire la sicurezza delle nostre carceri”, ha dichiarato Marianna Argenio, vicesegretario regionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) per la Campania.
Tiziana Guacci, segretario regionale del Sappe, ha sottolineato come il contrabbando di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti sia un problema sempre più diffuso a livello nazionale. “L’introduzione di questi dispositivi facilita attività illecite all’interno delle carceri e mina la sicurezza degli agenti e degli stessi detenuti”, ha affermato.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha lanciato un appello affinché vengano adottate misure più drastiche per contrastare questo fenomeno. “È inaccettabile che i detenuti abbiano accesso a telefoni cellulari. È necessario investire in tecnologie più avanzate per rilevare questi dispositivi e schermare le celle”
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