Colpo di scena nell’inchiesta sulla professoressa della scuola media “Catello Salvati” a Castellammare picchiata dai genitori nei mesi scorsi: è stata arrestata con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni suoi studenti.
Le indagini sono iniziate dopo una lite tra i genitori di alcuni ragazzi e un’insegnante. Scavando più a fondo, i carabinieri hanno scoperto che la professoressa, approfittando del suo ruolo, aveva molestato sessualmente diversi studenti.
Come avvenivano gli abusi?
La professoressa, che faceva da tutor a uno degli studenti, portava i ragazzi in una stanza vuota della scuola, dove mostrava loro video porno, parlava di sesso in modo esplicito e li toccava in parti intime. Ha anche creato un gruppo segreto su Instagram per continuare a chattare con loro su argomenti sessuali.
I ragazzi avevano paura della professoressa. Aveva minacciato di bocciarli, di denunciare i loro genitori o di mandarli in un riformatorio.Quando uno degli studenti è stato sospeso da scuola, ha finalmente raccontato tutto ai suoi genitori. Grazie ai messaggi trovati sul cellulare della professoressa, i carabinieri sono riusciti a confermare le accuse.
Utilizzava la “saletta” per commettere gli abusi
Secondo quanto emerso dalle indagini, la professoressa, che lavorava come insegnante di sostegno, avrebbe approfittato del suo ruolo per condurre gli studenti in un’aula riservata, soprannominata “la saletta”, dove li avrebbe esposti a materiale pornografico e discorsi esplicitamente sessuali. Le accuse includono anche pratiche di abuso sessuale diretto su uno degli studenti e l’incoraggiamento a scambi sessuali tra gli alunni.
Quando l’accesso alla “saletta” è stato interrotto, la docente ha creato un gruppo su Instagram con lo stesso nome, utilizzandolo per continuare le conversazioni sessuali con i minori. Le indagini hanno riportato che la professoressa avrebbe usato minacce e manipolazioni psicologiche, sfruttando la sua posizione e millantando legami con le forze dell’ordine, per mantenere il silenzio degli studenti.
La svolta è avvenuta quando uno degli studenti è stato sospeso, portando i minori a confidarsi con i genitori, i quali hanno presentato prove sotto forma di messaggi scambiati su piattaforme di social media con l’insegnante. Le perquisizioni successive hanno portato al sequestro del telefono della docente, dove sono stati trovati messaggi vocali e materiale pornografico, confermando le testimonianze dei bambini.
Perché è stata arrestata?
Vista la gravità dei reati e l’impatto psicologico sui minori, il Gip del Tribunale di Torre Annunziata ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendola l’unica misura adeguata per evitare ulteriori crimini, considerando anche che la professoressa era ancora formalmente in servizio. Dopo le formalità di rito, l’indagata è stata trasferita al carcere femminile di Benevento.
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