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Scoppio a Ercolano, in corso la bonifica. Un cratere nel punto di innesco

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Continua la bonifica e la messa in sicurezza della zona di via Patacca, a Ercolano, dove lo scorso 18 novembre è avvenuta una potente esplosione in una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio illegali. Le operazioni, avviate questa mattina, hanno permesso di localizzare il punto in cui è avvenuto l’innesco dello scoppio, che ha provocato la formazione di un cratere visibile sul terreno.

La deflagrazione ha devastato l’abitazione in cui erano stati allestiti i fuochi d’artificio, uccidendo tre giovani: Sara e Aurora Esposito, gemelle di 26 anni, e Samuel Tafciu, un ragazzo di 18 anni originario dell’Albania. L’esplosione, avvenuta in una struttura completamente abusiva, ha causato danni enormi, portando anche alla morte delle vittime, che stavano occupando l’edificio al momento della tragedia.

Oggi sono previste le autopsie sui corpi delle tre vittime, che dovranno chiarire le cause precise del decesso. Intanto, sul luogo dell’incidente sono al lavoro i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di bonifica, insieme al nucleo artificieri del comando provinciale di Napoli e ai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, che stanno cercando di fare luce sulle dinamiche dell’esplosione e sulle responsabilità legate alla fabbrica clandestina.

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«La nostra storia finisce nel bidone della carta: è un'offesa a Neapolis e un pericolo per i cittadini», denuncia Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, davanti alle immagini scioccanti dell’area archeologica di Piazza Cavour. Dove un tempo sorgevano le fortificazioni greche del IV secolo a.C., simbolo della millenaria storia della città, oggi regna il caos: cartoni, rifiuti e materassi logori trasformano le antiche mura in un dormitorio di fortuna.

La rampa Maria Longo e i resti riportati alla luce negli anni Cinquanta, a due passi dagli uffici comunali e dalla scuola Casanova, sono diventati un letamaio a cielo aperto. «Napoli non può e non deve abituarsi a questo scempio», tuona Borrelli, che chiede una bonifica immediata e un presidio costante. «Non basta pulire una volta per poi voltarsi dall'altra parte: serve una valorizzazione reale che sottragga questi tesori all'urbanizzazione selvaggia e all'inciviltà».

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Commenti (1)

E’ veramente triste che queste cose succedono, ma sembra che non si impara mai dal passato. Speriamo che questa volta le autorita prendano misure piu severe per prevenire altri incidenti simili in futuro, altrimenti non cambia niente.

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