Spionaggio bancario: 6600 accessi illeciti su conti di politici e vip

L’ex dipendente di Intesa Sanpaolo, Vincenzo Coviello, è indagato per aver effettuato oltre 6.600 accessi illeciti ai conti correnti di circa 3.500 clienti, tra cui numerosi politici, personaggi famosi dello sport e dello spettacolo, e dirigenti della banca stessa.

Secondo le indagini, Coviello avrebbe svolto una vera e propria attività di spionaggio, consultando sistematicamente i conti di queste persone per un periodo di oltre due anni. Tra le figure politiche spiate ci sarebbero diversi esponenti di maggioranza e opposizione, oltre a ex premier.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso profonda preoccupazione per questa vicenda, sottolineando come tali azioni possano minare la democrazia e destabilizzare il quadro politico.

Per il titolare del Viminale, “il tutto è finalizzato alla delegittimazione e alla destabilizzazione del quadro politico”. Spetta alle indagini giudiziarie, ha aggiunto, “dire esattamente che cosa è accaduto, ma si tratta di fenomeno preoccupanti, sebbene il sistema abbia i suoi anticorpi: difficilmente oggi certe cose possono essere fatte senza essere scoperti, magari dopo, dobbiamo attrezzarci per cercare di fare in modo di prevenirle”.

Dei circa 6.600 accessi relativi ai circa 3.500 clienti di Intesa Sanpaolo, ribadiscono le fonti, il numero delle personalità politiche oggetto delle interrogazioni da parte del dipendente licenziato dalla banca è stato di 34. Altre 43 sono personalità note alle cronache in quanto figure del mondo dello sport, dello spettacolo e altro.

A queste si aggiungono circa 70 figure interne alla banca, in particolare figure apicali e manager. I restanti accessi riguardano persone fisiche e giuridiche attinenti alla sfera personale, locale e professionale dell’ex dipendente.

Il Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina proporrà al Cda della banca, previsto per la prossima settimana, la nomina del generale di corpo d’armata dei Carabinieri Antonio De Vita nel ruolo di chief security officer di gruppo, nuova area a riporto del consigliere delegato con la responsabilità per la cyber security e la sicurezza.

E’ quanto si apprende da fonti del gruppo bancario. Il generale De Vita ha ricoperto, prima di raggiungere nel mese di luglio il pensionamento, la responsabilità relativa alle regioni di Puglia, Campania, Abruzzo e Molise. Dal primo settembre è stato assunto da Carlo Messina nel suo staff come senior advisor sui temi della sicurezza e cyber.

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Federica Annunziata

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