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Pozzuoli, scoperti e fermati 24 tassisti abusivi

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Abusivi, senza patente o assicurazione: 24 tassisti sono stati fermati dai carabinieri e dalla polizia municipale a Pozzuoli.

Persone che operavano nei pressi del porto turistico, lungo le strade che circondano il rione Terra e sul litorale di Licola. Tutti sono stati sorpresi con clienti a bordo.

Tra loro, 10 guidavano senza assicurazione, 6 senza revisione e altri 6 senza documenti di circolazione.

Due di questi non avevano nemmeno la patente. Tutte le auto utilizzate sono state sequestrate.

Ecco alcuni consigli dei carabinieri per evitare truffe a bordo dei taxi:

Quando sali su un taxi, dai un’occhiata alla licenza, di solito è visibile sul cruscotto o sul parabrezza. I taxi ufficiali devono avere questa licenza in bella mostra, insieme a un numero identificativo. Spesso, c’è anche un logo o un marchio della compagnia sulla portiera del veicolo.

Un taxi regolare ha sempre un tassametro funzionante. Questo dovrebbe essere acceso all’inizio del viaggio e non dovresti sentirti chiedere di pagare in anticipo. Se il tassista cerca di farti pagare prima o di negoziare un prezzo fisso senza usare il tassametro, potrebbe essere un segnale che qualcosa non va.

E se ti accorgi che il tassista prende una strada troppo lunga o diversa da quella che conosci, fidati del tuo istinto: controlla il percorso su un’applicazione di navigazione e, se necessario, chiedi spiegazioni.

È una buona idea prendere il taxi da stazioni ufficiali o luoghi riconosciuti, come aeroporti, stazioni ferroviarie, o hotel. Se qualcuno ti offre un passaggio per strada, soprattutto in una zona turistica, potrebbe essere meglio declinare.

Un’alternativa sicura è usare app di ride-sharing o di prenotazione taxi, che ti danno informazioni sul veicolo e sull’autista prima che il viaggio inizi.-

Se qualcosa non ti convince o ti senti a disagio, non esitare a chiedere al tassista di fermarsi in un posto sicuro e scendi. Meglio prevenire che trovarsi in una situazione difficile.

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A Ponticelli si consuma un nuovo capitolo dell’illegalità edilizia. In via Fratelli Grimm, dove a inizio settembre la Polizia Municipale aveva posto sotto sequestro un cantiere abusivo all’interno di un palazzo popolare, gli occupanti hanno rotto i sigilli e ripreso i lavori come se nulla fosse. A denunciarlo sono stati gli stessi residenti, esasperati da…

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Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

di Giuseppe Del Gaudio 16 Settembre 2025 - 10:55 10:55

Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.

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Una riunione sul futuro del servizio taxi a Napoli si è tenuta questa mattina nella prefettura partenopea, presieduta dal prefetto Michele di Bari. All’incontro hanno partecipato gli assessori comunali ai Trasporti, Edoardo Cosenza, e alla Legalità, Antonio De Jesu, la rappresentante dell’Unione Industriali, Anna Mazzarella, i rappresentanti di alcune società di radio taxi e delegati sindacali del settore.

Nel corso del confronto, la rappresentante degli Industriali ha evidenziato la carenza del servizio di trasporto pubblico non di linea in aree nevralgiche come il molo Beverello, la stazione centrale e l’aeroporto, zone che hanno registrato numerose segnalazioni da parte di turisti e viaggiatori sulle difficoltà di accesso al servizio. I rappresentanti delle categorie di taxi hanno sottolineato come il traffico congestionato renda complicata l’attività quotidiana, avanzando proposte per migliorare lo scorrimento dei veicoli e l’efficienza del servizio.

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